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Rimborsi, viaggi e consulenze inutili

Rimborsi, viaggi e consulenze inutili Aias nella bufera, indagato il presidente

Per la Procura di Palermo diede incarico da 60 mila euro al figlio

Rimborsi, viaggi e consulenze inutili Aias nella bufera, indagato il presidente

Centinaia di migliaia di euro destinati all’assistenza dei portatori di handicap sarebbero finiti nelle tasche del presidente di una onlus, l’Aias, che si occupa di assistenza ai disabili. Ne è certa la Procura di Palermo che ha notificato a Giorgio Di Rosa e al figlio Antonio l’avviso di conclusione di indagine, generalmente anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, per malversazione ai danni dello Stato e truffa aggravata.

 

La vicenda nasce da un corposo esposto anonimo arrivato tempo fa alla Procura di Palermo e poi finito sul tavolo del pm Roberto Tartaglia. Nella denuncia si raccontava che fine faceva parte dei copiosi fondi che l’Asp di Palermo assegnava alla onlus incaricata dell’assistenza a circa 700 disabili.
L’inchiesta è partita da lì e gli accertamenti hanno confermato i sospetti indicati nell’esposto. Indebiti rimborsi carburante per oltre 333 mila euro, ma anche pernottamenti in alberghi per 30mila euro. E ancora sostituzioni di auto dell’associazione praticamente nuove e poi riacquistate da Di Rosa e affidamenti di incarichi di consulenza per 60mila euro al figlio Antonio, pure lui indagato, per lavori che, secondo gli inquirenti, non avrebbero richiesto alcuna conoscenza tecnica specifica.

In tutto l’indagato si sarebbe appropriato di oltre 500mila euro di soldi che l’Asp destinava alla onlus. Tra il 2008 e il 2013 solo per i viaggi quotidiani dalla sua casa di Modica alla sede dell’Aias di Palermo, il presidente avrebbe percepito oltre 300mila euro di rimborso carburante, nonostante la legge consentisse il rimborso spese solo per gli spostamenti dalla presidenza dell’associazione ai centri dipendenti dalla sezione o per curare le pubbliche relazioni presso gli uffici amministrativi e istituzionali della città.

 

Inoltre, secondo gli inquirenti, Di Rosa avrebbe speso 30mila euro di contributi pubblici, con assegni o contanti tratti dal conto corrente dell’Aias o anticipando il denaro e chiedendo il rimborso, per pernottare con la famiglia all’hotel San Paolo di Palermo. Il pm contesta all’indagato anche l’uso della macchina aziendale per fini personali e l’uso di soldi dell’azienda pubblica per pagare i propri difensori impegnati ad assisterlo in un procedimento giudiziario. Inoltre, Di Rosa avrebbe truffato il consiglio direttivo dell’Aias sostenendo che fosse necessario sostituire la macchina aziendale in quanto ormai vecchia, nonostante avesse solo un anno di vita.

 

L’auto sarebbe stata data in permuta a una concessionaria per 14 mila euro e Di Rosa l’avrebbe ricomprata intestandola al figlio. L’Asp sarebbe stata costretta ad acquistare una nuova auto per l’Aias pagando 43 mila euro

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