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Il “pirata” di Palermo davanti al giudice

Il “pirata” di Palermo davanti al giudice «Sono addolarato, penso solo alla vittima»

Sit-in per Tania sul luogo dell’incidente: dolore e rabbia tra i colleghi della vittima

Sit-in per Tania sul luogo dell’incidente: dolore e rabbia

Il “pirata” di Palermo davanti al giudice «Sono addolarato, penso solo alla vittima»

PALERMO - Giorno di rabbia e dolore a Palermo per la morte di Tania Valguarnera, 29enne travolta e uccisa ieri in via Libertà mentre si recava al posto di lavoro da un furgone guidato da Pietro Sclafani, panettiere palermitano di 50 anni, fermato poco dopo per omicidio colposo, omissione di soccorso e resistenza a pubblico ufficiale: l’uomo sarebbe risultato anche positivo al test antidroga e su di lui pendeva anche un provvedimento di ritiro di patente a causa dell’ennesima infrazione per eccesso di velocità. Oggi Sclafani - che ha trascorso la notte in questura - è stato trasportato al Tribunale di Palermo per comparire davanti al giudice monocratico Daniela Vascellaro per il processo per direttissima. Scalfani è arrivato in Tribunale, scortato dagli agenti della polizia e con il suo legale Ninno Reina. Al termine dell'udienza il giudice ha convaldiato l'arresto.  

 

«Sono addolorato e penso solo alla ragazza e ai suoi familiari», avrebbe detto l’uomo al giudice, secono quanto riportato dall’avvocato Reina. Il “pirata della strada” ha poi negato, nel corso dell’udienza, di avere fatto uso di droga, circostanza come detto emersa dall’esame tossicologico. Ma il punto è tutto da chiarire perché, ha spiegato il legale, «le analisi delle urine e quelle del sangue sono in contrasto tra loro. Le prime sono negative, le seconde positive».  

 

Il pm Renza Cescon aveva chiesto la convalida dell’arresto e la custodia cautelare in carcere per Sclafani. L’avvocato Ninni Reina aveva invece chiesto per il suo assistito i domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico per scongiurare il pericolo di fuga. «In questo momento - ha detto - pensiamo solo al dolore dei familiari della vittima e ci stringiamo attorno a loro. Rispetteremo qualunque decisione del giudice».  

 

Il giudice monocratico Daniela Vascellaro si è ritirata in camera di consiglio per decidere e dopo circa quattro ore è uscita con la decisione: convalida dell'arresto e custodia cautelare in carcere per Sclafani.  Nella ordinanza di 5 pagine letta dal magistrato in aula dopo la camera di consiglio si sottolinea la «particolare gravità del reato» e la «rilevante colpa» di Sclafani aggravata dall’uso di sostanze stupefacenti. Il narcotest a cui è stato sottoposto ha accertato la presenza, nel sangue dell’automobilista di oppiacei, cannabis, anfetamine ed ecstasy.
Per il magistrato, che ha in dettaglio ricostruito la dinamica dell’incidente costato la vita a Tania Valguarnera, sussisterebbero sia i gravi indizi di colpevolezza, a carico del pirata della strada, sia il pericolo di fuga, visto che, dopo l’incidente, è scappato via. Forte anche il rischio di reiterazione del reato: più volte Sclafani era stato multato per eccesso di velocità e proprio ieri sarebbe dovuto andare dai carabinieri per consegnare la patente che gli era stata sospesa dopo l’ennesima contravvenzione.

 

 

Rabbia e dolore tra i colleghi

Intanto questa mattina, vicino al luogo della tragedia, sit-in dei colleghi del call center Almaviva dove lavorava la giovane vittima per chiedere più sicurezza per i pedoni. È stata presentata una petizione per chiedere l’installazione di un semaforo nel tratto di strada dove è avvenuta la tragedia: in quel tratto ora ci sono mazzi di fiori. I fiori li hanno lasciati i colleghi del call center, che questa mattina si sono dati appuntamenti in strada per ricordare la giovane collega con l passione per scultura e sensibilizzare il Comune di Palermo sulla sicurezza stradale.  

 

«Era un angelo, un’artista meravigliosa. La famiglia è distrutta. Le uniche parole della madre sono state: ha ucciso il mio angelo... deve morire - racconta una collega Rossella Stella, 40 anni, che da 12 anni lavora in Almaviva -. Chiediamo pene esemplari». I colleghi di Tania non riescono a darsi pace e come un mantra ripetono che «da anni chiedono l’installazione di un semaforo a chiamata, ma nessuno ha fatto nulla. Doveva per forza scapparci il morto? ».  

 

«Questa è una strada maledetta - aggiunge Rossella Stella - abbiamo lanciato una petizione anni fa per chiedere l’installazione di un semaforo. Quell’uomo è sceso dalla macchina, l’ha vista e non ha fatto nulla. Una bestia... ma le bestie sono migliori». «Tania era una ragazza meravigliosa - dice ancora la collega - si era laureata e aveva raggiunto questo traguardo pagando gli studi con il lavoro nel call center, doveva sposarsi». Poi racconta: «Ieri eravamo in black out e eravamo affacciati alla finestra, quell’uomo è sceso dalla macchina, ha visto il corpo ed è scappato, abbiamo assistito a tutto e chiamato la polizia. Quell’uomo deve pagare». Al sit in è stato osservato un minuto di silenzio, seguito da un lungo applauso, per Tania. «Grazie per essere venuti - ha detto Fabrizio Guarnotta, che ha organizzato il presidio davanti alla sede di Almaviva - stiamo dimostrando senso di civiltà nonostante l’assurdità del momento. Non si può morire così».

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