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«Io il pizzo non lo pago» Ex cronista esce allo scoperto

«Io il pizzo non lo pago» Ex cronista esce allo scoperto

Francesco Massaro ora gestisce un bar: in un mese ha subito due rapine. «So benissimo che si tratta di segnali. Ora racconterò quel che so, quel che vedo, quel che sospetto»
«Io il pizzo non lo pago» Ex cronista esce allo scoperto
Ha deciso di uscire allo scoperto. E ha scelto il suo blog per denunciare il tentativo della mafia di condizionare la sua attività commerciale, di indurlo a pagare il pizzo. Francesco Massaro, ex cronista del Giornale di Sicilia che da anni gestisce il bar creato da suo padre a Palermo, i metodi dei boss li conosce bene. Li ha raccontati per anni nei suoi pezzi. Ma ora li subisce sulla sua pelle. E ha scelto di non stare in silenzio. In un mese ha subito due rapine: «So bene, per come sono state commesse, che si tratta di segnali chiari che mi vengono lanciati per spingermi a cercarmi ‘un amicò, il mafioso della zona a cui chiedere protezione, ma proprio non ho intenzione di starci”. Negli ultimi 4 anni, il bar Massaro, nota attività commerciale a Palermo, ha subito una media di 4 rapine l’anno. «Non sono una verginella, non punto il dito contro i commercianti che pagano. - scrive sul suo blog www. dipalermo. it - so che è difficile non farlo. Conosco le regole del gioco, di questo gioco che si gioca a Palermo. Ma io ho deciso di non partecipare. Non per eroismo, certo che no, ma lo devo a me stesso, alla mia famiglia, alla parte sana di questa città, a quelli che credono ancora nel lavoro come impegno e sacrificio, tutto qui. Nessun compromesso, nessuna trattativa. Col tempo ho imparato a sostituire le sfumature al bianco e al nero. Qui no. Qui non vedo sfumature. Qui la strada è tracciata, e attraverso quella vado avanti. Io ai mafiosi i soldi del mio lavoro non li do». «Racconterò ai miei amici inquirenti quel che so, quel che vedo, quel che sospetto, - conclude. quel che annuso in questo quartiere paradigma di una città malata. E aspetterò paziente che qualcuno tolga di mezzo la gentaglia che impedisce a quelli come me di guardare il cielo, di respirare, di sorridere, di lavorare».

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