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Ecco che cosa pensano i turisti della Sicilia

Ecco che cosa pensano i turisti della Sicilia «La vostra isola è bella ma piena di rifiuti»

Viaggio tra le recensioni di chi ha fatto una vacanza da noi

Ecco che cosa pensano i turisti della Sicilia «La vostra isola è bella ma piena di rifiuti»

Qual è il ricordo più nitido che i turisti si portano a casa dopo aver visitato la Sicilia? La sporcizia. Certo tutti sottolineano le grandi bellezze dell’Isola, il sole, il mare, l’Etna, le antichità, il cibo e l’ospitalità. Ma poi si chiedono: perché è così sporca? Nell’era di Internet e delle recensioni è facile scoprire le opinioni dei turisti sui loro viaggi in Sicilia: basta dare un’occhiata ai forum su Tripadvisor per rendersene conto. A noi l’idea è venuta da una lettera al direttore inviata lunedì scorso da un visitatore olandese molto deluso dalle condizioni in cui versa una regione che avrebbe tutte le carte in regola per essere davvero “la California d’Europa”.

 

«Ho appena visitato la Sicilia Orientale - scrive Renate Munnikes - da Siracusa a Taormina e sono andato in giro per l’Etna in auto. Sono rimasto davvero colpito dalla bellezza del paesaggio, ma scioccato dalla spazzatura e dalla mancanza di rispetto per questa bellissima isola. Di chi è la colpa? Degli abitanti, di chi governa, di terze parti? E guardando alle opinioni degli altri viaggiatori e turisti ho trovato le stesse reazioni: disapprovazione e delusione».

 

Così siamo andati in Rete a cercare le opinioni dei viaggiatori. Tra l’altro non c’è solo Tripadvisor - dove comunque occorre fare la “tara” alle recensioni che spesso scadono in sterili polemiche tra “terroni” e “polentoni” -: il Web è pieno anche di travel blogger, gente preparata e anche molto seguita che racconta storie di viaggi ed esperienze turistiche. E anche questi sono pieni zeppi di recensioni non sempre entusiastiche sulla Sicilia, nelle quali tra lo stupore e la meraviglia per il fascino unico della nostra terra si sottolinea la sporcizia. Così come è facile trovare siti di condivisione fotografica che dedicano addirittura intere gallerie a immagini dei rifiuti dilaganti in Sicilia. Su Flickr - importante sito web del gruppo Yahoo - c’è anche una galleria (di cui pubblichiamo alcune immagini) che si intitola: «Le migliori foto mondiali di spazzatura in Sicilia».

 

E se si pensa che oggi ormai quasi nessuno parte in viaggio senza prima cercare su Internet recensioni e opinioni sui luoghi che intende visitare, si capisce il danno che ne deriva per un’Isola che potrebbe vivere solo di turismo ma dove il Pil prodotto dall’industria delle vacanze è pari solo al 4,6% contro il 45% delle Baleari, il 31% delle Canarie e il 25% di Malta. Ed è veramente triste poi leggere opinioni di viaggiatori che concludono i loro post scrivendo: «Non mi sentirei di consigliare la Sicilia per un viaggio, io non ci tornerò mai più».

 

Fortunatamente non tutti la pensano così, fortunatamente ci sono turisti che vivono esperienze più positive, che riescono a godersi la Sicilia, i suoi colori, i suoi odori, i suoi sapori nonostante il contorno di spazzatura e degrado. Ma il problema resta. E non è di facile soluzione. Come non è facile rispondere alla domanda: di chi è la colpa? Sarebbe semplice dire che le responsabilità sono degli amministratori: nessun governo siciliano degli ultimi anni è riuscito a dare un senso al ciclo dei rifiuti in Sicilia (dove si pagano tasse altissime per servizi molto, molto carenti), ingarbugliato fra Ato mangiasoldi, criminalità organizzata e inerzia della politica.

 

Ma il prolema è anche culturale, di civiltà. Perché c’è ancora gente che apre il finestrino dell’auto e lancia la sua maledetta cartaccia, perché c’è ancora gente che cerca un angolo sperduto del Parco dell’Etna per scaricare il suo vecchio frigorifero e la vecchia vasca dell’acqua in Eternit, perché c’è chi va in spiaggia per un falò e una bevuta e lascia lì le bottiglie di vetro, perché c’è anche chi va al cassonetto per buttare l’indifferenziata ma la mette nel cassonetto dell’umido, perché c’è l’officina abusiva che sversa l’olio nel bosco o lascia centinaia di pneumatici nel bel mezzo della Natura incontaminata.

 

Proprio ieri è stata varata la legge per i cosiddetti “ecoreati” che prevede anche la galera per chi inquina l’ambiente. Se fosse vero, l’Italia farebbe bene a costruire qualche nuovo carcere vista l’illegalità dilagante in quest’ambito. Ma è già difficile vedere un agente che multa chi sporca, figuriamoci una retata contro i crimini ambientali. Intanto, non sarebbe un insulto (ed è un invito a chi ci governa) avviare una civilissima ma economica campagna regionale di sensibilizzazione con cartelli e cartelloni che invitano i siciliani ad amare di più la nostra bellissima terra.

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