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Giarre, muore donna e i parenti danneggiano l’ambulanza del 118

Giarre, muore donna e i parenti danneggiano l’ambulanza del 118

I familiari della vittima ritenevano il decesso causa del ritardo dei soccorsi. La direzione del Cannizzaro precisa: «L’intervento è stato effettuato nei tempi e modi previsti» FOTO

GIARRE - Non si era ancora spenta l’eco dell’ultimo presunto caso di malasanità all’ospedale di Giarre, avvenuto il 2 maggio con la morte sospetta di una 67enne ricoverata nel reparto di Geriatria che non avrebbe ricevuto una adeguata assistenza, quando ieri mattina si è appreso di un nuovo grave episodio sul quale la Procura di Catania ha aperto una inchiesta. La vittima, stavolta, è una donna di 53 anni, Maria Mercurio, che, poco dopo le 8,30, colta da malore nella propria abitazione di via Romagna, è morta in pochi minuti per un arresto cardiaco. La rabbia dei familiari della donna è esplosa per le modalità con le quali è stata soccorsa la 53enne, deceduta a bordo di una ambulanza non medicalizzata e priva di strumentazioni adeguate - sostengono i parenti - mentre tentava di raggiungere l’eliporto dello stadio di atletica leggera di viale Sturzo.


Ieri, poco dopo le 8,30, Maria Mercurio, che si trovava in casa con la figlia, ha accusato un malore. È stato allertato il 118. I familiari, per bocca del proprio legale, l’avvocato Enzo Iofrida, affermano che l’ambulanza è giunta nell’abitazione della vittima dopo circa 30 minuti e che a bordo non vi era il medico. Si è appreso poi che l’unica ambulanza medicalizzata di Giarre era stata dirottata a Calatabiano per un altro intervento e così dalla postazione di Mascali si è attivata una seconda ambulanza senza medico a bordo. Nell’abitazione della vittima, nel frattempo, secondo i familiari, il personale del 118 avrebbe perso altro tempo prezioso.

 

A quel punto la disperata corsa verso l’eliporto dello stadio di atletica ma, pochi istanti prima che atterrasse l’elisoccorso, la donna ha cessato di vivere. I familiari della 53enne non hanno più trattenuto la rabbia, scagliandosi contro il personale dell’ambulanza del 118 e distruggendo alcune strumentazioni mediche di bordo, tra cui due mini defibrillatori. Una sedia a rotelle è stata lanciata contro il parabrezza di una ambulanza, frantumandone il vetro. I carabinieri sono intervenuti massicciamente. La protesta dei familiari si è poi spostata in municipio. Il sindaco Roberto Bonaccorsi ha espresso le proprie condoglianze: «Abbiamo già preparato un esposto per un caso analogo di appena pochi giorni fa. Non possiamo fare altro che denunciare. Occorre maggiore sensibilità civica. Da solo la mia protesta non ha senso».

 

E ieri, intanto, i deputati Musumeci e Ioppolo hanno chiesto la convocazione d’urgenza della Commissione Sanità dell’Ars per discutere il caso Giarre. Secondo una nota della direzione generale dell’Azienda ospedaliera per l’emergenza “Cannizzaro” di Catania, sede del 118 Catania-Ragusa-Siracusa, «il tempo intercorso tra la richiesta di soccorso al 118 e l’arrivo dell’ambulanza al domicilio della paziente è stato inferiore ai 12 minuti; l’intervento di soccorso è stato eseguito dall’ambulanza non medicalizzata di base a Mascali, in quanto quella medicalizzata di Giarre si trovava già da prima impegnata in altro intervento sanitario; la centrale ha attivato l’elisoccorso, che ha raggiunto il campo di atletica di Giarre in 6 minuti; una volta al domicilio della signora, l’equipaggio provvedeva con difficoltà, per l’iniziale opposizione dei familiari, a portare la paziente in ambulanza. Pertanto, l’intervento della Centrale operativa 118 e degli operatori ad essa collegati (ambulanza ed eliambulanza) è stato effettuato nei tempi e nei modi previsti dalle attuali procedure di emergenza-urgenza».


Intanto, sul fronte delle indagini, il sostituto procuratore Alessia Natale ha disposto il sequestro della salma di Maria Mercurio: domani dovrebbe essere eseguita l’autopsia. I carabinieri procederanno invece nei confronti dei familiari per danneggiamento aggravato. 

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