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Secondo crollo consecutivo per l’export siciliano: -13, 87%

Secondo crollo consecutivo per l’export siciliano: -13, 87%

La fotografia sull’export made in Sicily dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia sui dati Istat. Tra le cause: la flessione dell’export petrolifero
Secondo crollo consecutivo per l’export siciliano: -13, 87%
Palermo. Nel 2013 la Sicilia aveva esportato merci per 11,2 miliardi di euro e ne aveva importate per 20 miliardi, con un saldo negativo di 8,8 miliardi. Nel 2014 l’Isola ha esportato meno (9,6 miliardi, -13,87%), ma ha anche importato meno, molto meno (17,3 miliardi, -13,14%), continuando con un disavanzo nella bilancia commerciale che però si è ridotto - certamente non per merito della nostra economia - a 7,7 miliardi. A scattare la fotografia sull’export made in Sicily è l’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia su dati Istat. Sette le province che hanno registrato una flessione nell’export: Catania con -18,8%, Messina con -17,38%, Agrigento con -24,39%, Caltanissetta con -17,02%, Siracusa con -14,19%, Trapani con -1,63% ed Enna con -3,64%. Positive solo Palermo (+6,16%) e Ragusa (+14,19%). «Per il secondo anno di fila – spiegano da Unioncamere Sicilia – l’export dell’Isola è caratterizzato dal segno negativo. Questo risultato è fortemente influenzato dall’andamento in forte flessione del settore petrolifero che, è sempre bene sottolinearlo, rappresenta i due terzi del totale dell’esportazioni siciliane». A fare la parte del leone è il settore merceologico “Coke e prodotti petroliferi raffinati” con un fatturato complessivo di 6,5 miliardi di euro e una diminuzione del 15% rispetto al 2013, determinando così anche l’andamento negativo di tutto il settore “Manifatturiero”. Positiva, invece, la performance dei “Prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere” che movimenta un business estero da oltre 52 milioni di euro, pari a +56%. In crescita si conferma anche “Agricoltura, silvicoltura e pesca” con un volume di 493 milioni di euro e +6,7%. I principali mercati di riferimento per le nostre esportazioni restano Turchia e Francia, nonostante entrambe registrino un vistoso calo, rispettivamente del -32% e del -15%. Anche gli Usa, mercato da sempre preferito dalle aziende siciliane, ha colto nel 2014 una perdita del 33,63% nell’acquisto di prodotti made in Sicily. Nella top ten dei Paesi per export, guadagnano terreno Croazia (+81%), Malta (+12%) e Slovenia (+ 3%). Tra i Paesi dai quali invece acquistiamo merci, ai primi posti figurano la Russia, l’Arabia Saudita e l’Azerbaijan. Che principalmente inviano alle nostre raffinerie petrolio greggio che poi rivendiamo sotto forma di benzina e gasolio.

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