WHATSAPP: 349 88 18 870

Anche l’Universitàdi Catania portail suo contributoall’Expo di Milano

Anche l’Università di Catania porta il suo contributo all’Expo di Milano

In un video la grande bellezza dell’agricoltura siciliana GUARDA

Anche l’Università di Catania porta il suo contributo all’Expo di Milano

CATANIA - Anche l’Ateneo di Catania porterà un contributo scientifico - con tante iniziative - all’Expo di Milano sui temi dell’agricoltura sostenibile e dell’alimentazione sia all’interno del Padiglione Italia, sia per le iniziative promosse con le altre università siciliane, coordinate dalla Conferenza dei rettori, nell’ambito delle tre settimame riservate alla Regione Siciliana. E questo grazie all’esposizione sinottica di tutte le ricerche più innovative condotte dagli studiosi dell’ateneo sui temi dell’Expo, e alla mostra di oltre 100 campioni vegetali (semi, frutti, piante) rappresentativi dell’agrobiodiversità siciliana.  

 

«Su temi cruciali come la lotta alla malnutrizione, la riduzione degli sprechi e l’impegno per la salute e il rispetto dell’ambiente - ha detto il rettore Giacomo Pignataro - i nostri ricercatori sono quotidianamente impegnati a offrire progetti e soluzioni innovative, a vantaggio di tutto il territorio e dei giovani che così potranno trovare nuove occasioni per rimanere in Sicilia e aumentare la loro preparazione. Questo andremo a raccontare all’Expo, mostrando uno dei volti positivi della nostra Isola».  

 

«Grazie allo straordinario impegno di molti nostri colleghi - ha aggiunto la prorettrice prof. Alessandra Gentile - saremo in grado di offrire un palinsesto molto ricco e qualificato in vari campi: ricerca e innovazione, difesa e valorizzazione dell’agrobiodiversità siciliana, produzioni rispettose dell’ambiente, cibo per tutti, sano, equo e solidale».  

 

Nel maxischermo di piazza Università sono stati proiettati sia documentari storici sull’agricoltura siciliana, assemblati da Alessandro De Filippo con il titolo “Sole a spicchi”, sia il video “Il limite, l’innovazione, la potenza: la bellezza dell’agricoltura siciliana” realizzato dal regista Marco Pirrello. Dei vari aspetti legati alla produzione e alla trasformazione dei prodotti agroalimentari siciliani si è discusso nel corso della tavola rotonda dal titolo “Gli ori di Sicilia: agrumi, cereali, olivo”, moderata dal giornalista Andrea Lodato, che ha sottolineato, in particolare, la riscoperta e il successo internazionale di alcuni prodotti siciliani.  

 

Poi i casi concreti. Fabio Moschella, presidente del Consorzio di tutela del limone di Siracusa Igp, ha parlato dell’importanza del limone siciliano, «un prodotto in crisi negli anni ’90, ma che si sta reinserendo nel mercato nazionale ed internazional». Federica Argentati, presidente del Distretto agrumi di Sicilia, ha ribadito che la Sicilia «è la prima regione in Italia per prodotti Igp per il valore e la qualità degli stessi, basti pensare al pastazzo, che ha riscosso l’interesse di una multinazionale per un progetto che è frutto della collaborazione anche con l’Università di Catania e che approderà all’Expo».  

 

Biagio Pecorino, coordinatore del Distretto unico cereali di Sicilia, ha evidenziato «l’unicità del grano siciliano e l’importanza dei cereali siciliani che coprono il 20% della produzione italiana: ma è ovvio che dobbiamo ancora lavorare sull’offerta e sull’inserimento nel mercato».

 

E proprio in merito al mercato è intervenuto Giosuè Catania, presidente Dop Monte Etna, che ha sottolineato la «minaccia dei prodotti a basso costo e di bassa qualità per i nostri prodotti come l’olio», proponendo l’istituzionalizzazione di percorsi enogastronomici per far conoscere maggiormente i nostri luoghi. Altre proposte sono state avanzate da Giuseppe Cicero di Dop Monti Iblei, per il quale è necessaria “una maggiore comunicazione dei nostri prodotti per allargare la conoscenza dell’olio oltre che dei percorsi dell’olio come per il vino».  

 

Sulla trasformazione e innovazione dei prodotti siciliani si sono soffermati la chef Bonetta Dell’Oglio ed il «cuciniere errante» Carmelo Chiaramonte, promotori di «prodotti locali per una cucina di qualità come il grano duro che non deve essere utilizzato solo per il pane e la pasta» ed anche «di una maggiore apertura negli atenei e nelle biblioteche per la promozione dei prodotti agricoli».  

 

Sulla ricerca sono intervenuti anche Egle Zapparata di “Oranfrizer”, Filippo Drago di “Molini del Ponte” e Sebastiano Salafia dei “Frantoi Cutrera”, i quali hanno spiegato «l’importanza delle ricerche con i centri specializzati, la rivalutazione dei grani dormienti, nuova linfa per i produttori, e l’adozione di nuove tecniche di trattamento del prodotto». In chiusura Vilfredo Raymo della “Simone Gatto”, azienda produttrice di essenze, e Adriana Santonocito della “Orange Fiber” hanno evidenziato alcune caratteristiche uniche del successo dei prodotti siciliani: tra queste, l’innovazione del prodotto e l’azienda di famiglia.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP