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Migranti, l’Ue estende l’operazione Triton

Migranti, l’Ue estende l’operazione Triton e forse Catania ospiterà la sede di Frontex,e forse Catania ospiterà la sede isolana di Frontex

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Migranti, l’Ue estende l’operazione Triton e forse Catania ospiterà la sede di Frontex,e forse Catania ospiterà la sede isolana di Frontex

BRUXELLES - L’area operativa di Triton viene estesa a 138 miglia nautiche a sud della Sicilia, avvicinandosi così molto a quella che era stata l’estensione della missione Mare Nostrum, con la possibilità di fare soccorsi più tempestivi e salvare più vite, grazie anche ad un massiccio rafforzamento dei mezzi impiegati. Intanto Frontex decide di stabilire una base regionale in Sicilia - in passato più volte invocata dall’Italia - da dove coordinerà l’operazione e lavorerà in stretto contatto con gli ufficiali di collegamento di Europol, Eurojust, e Ufficio d’asilo europeo (Easo): è molto probabile che la sede siciliana di Frontex venga istituita a Catania, dove il sindaco Enzo Bianco ha proposto dei locali del Comune come ufficio operativo. «Una grande vittoria che sposta finalmente l’attività di Frontex dove serve, ossia nel Mediterraneo, e si tratta di un passo importante per dare finalmente una risposta all’emergenza umanitaria che stiamo vivendo nel Mediterraneo e in Sicilia», ha detto il sindaco Bianco commentando la notizia.  

 

La Commissione europea targata Juncker ha invece finalemntevoltato volta pagina sull’immigrazione, dopo gli anni di inerzia a cui ci aveva abituato l’esecutivo Barroso. Ma la sfida ora è vincere il muro di ostilità di una decina di capitali, pronte a frenare la fuga in avanti di Bruxelles. Perchè se la proposta di ridistribuzione obbligatoria intra-Ue di 40mila eritrei e siriani richiedenti asilo da Italia (24mila) e Grecia (16mila) è un “buon inizio”, come sottolinea il capo della Farnesina Paolo Gentiloni: “Ci sarà una trattativa nelle prossime settimane. L’Italia si augura non prevalga l’egoismo. Sarebbe assurdo”.

Al di là dei numeri (che ad alcuni sembrano troppi e ad altri troppo poco), Bruxelles introduce un meccanismo basato su ciò che fino ad oggi era stato solo uno slogan: il principio politico della solidarietà.  La luce verde del collegio dei commissari alla proposta legislativa - che pure ha visto battaglie interne (è stato necessario l’intervento di Juncker per trovare la quadra sull’eleggibilità dei profughi da trasferire, stabilendola nel 15 aprile) - è infatti solo il primo passo di una partita, che si annuncia dura.


Il destino del meccanismo è nelle mani delle capitali: serve una maggioranza qualificata per farlo arrivare in porto. Una decina di Paesi hanno già detto no, come Gran Bretagna (che con Irlanda e Danimarca gode di una clausola di eccezione), Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca. Altri hanno espresso perplessità e posto condizioni, come Francia e Spagna, alle prese con situazioni politiche nazionali complesse.   L’esecutivo Ue conta però sull’appoggio della maggioranza del Parlamento Ue, e di un gruppo di Paesi, tra questi Italia, Grecia, Malta, Slovenia, Austria, che con la Germania in testa, promettono di remare in un’unica direzione.

 

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