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Catania, la lettera choc del commerciante

Catania, la lettera choc del commerciante ”Pago il pizzo a quei bastardi per paura”

”Con queste pene è impossibile denunciare” / Il dovere di aiutarlo

Catania, la lettera choc del commerciante ”Pago il pizzo a quei bastardi per paura”

“Sono un commerciante, ho famiglia e campo solo del guadagno della vendita che faccio nel mio modesto negozio. Mi vergogno a dirlo, ma solo a dirlo non a scriverlo, che, purtroppo, è da tempo che pago puntualmente il pizzo a dei bastardi”. Comincia così la lettera choc che un commerciante ha inviato a La Sicilia e che il quotidiano catanese ha stampato in prima pagina.

 

“Posso soltanto scriverlo, non dirlo, perché questi bastardi mi hanno detto, sin dal primo giorno che ho iniziato a pagare il pizzo che, se ne parlo o li denuncio, per prima mi “fannu sautari nta l’aria cu tuttu u negoziu” parole testuali), e dopo faranno del male alla mia famiglia. Però vi assicuro e do la mia parola che, se facessero una nuova legge che prevede una condanna a non meno di 20 (venti) anni di reclusione per questo reato, io denunzierei immediatamente questi bastardi. So anche dove abitano.

Ora mi chiedo – ha scritto il commerciante – perché nessun governo, premuroso e bravo ad aumentarci le tasse, non ha mani pensato ad aumentare gli anni di reclusione a non meno di 20 (venti) anni per quei reati che fanno vivere i cittadini onesti in un modo infernale, indecoroso e ricco di paure? Fare arrestare un estortore è semplicissimo. So anche dove abita. Secondo me tutte le vittime denunzieremmo gli estortori, se avessimo la certezza di una condanna lunga, sicura e senza licenze premio. Se io fossi un delinquente estortore, se commettessi tale reato, al solo pensiero di andare in galera per 20 (venti) anni, lo cancellerei dal mio cervello; oppure ci penserei così tanto da raggiungere la vecchiaia e decidere, ancora, se commettere o no quel reato. Secondo me, e secondo tanti altri che ho sentito, e spero dicono la loro, scrivendo al giornale, tutte le vittime denuncerebbero i propri estortori se avessimo la certezza di una lunga e sicura condanna.

 

Le persone “oneste”, che siamo, per fortuna, la stragrande maggioranza, saremmo felicissimi se, al più presto leggessimo la notizia dell’aumento della detenzione a partire da 20 (venti) anni, per i reati di estorsione, furto, scippi etc. etc. Io mi chiedo, perché i nostri legislatori sono così buoni con chi commette questi reati? Forse non hanno vissuto, di persona, furti, rapite, la mamma in ospedale, a causa di una ro vinosa caduta causata dallo scippo della borsa, forse non sono proprietari di negozio… ma, chi lo sa! Cosa costa a loro legiferare un aumento delle pene? Nulla. Non pensate che questo possa essere un ottimo deterrente? Nei programmi televisivi, si parla spesso di tutto ciò che ho scritto e quando si chiede un aumento delle pene, per tutti i reati, gli spettatori applaudono tantissimo e con tanta rabbia. Ciò vuol dire che siamo tutti stanchi di vivere in questo modo. Chiediamo più serenità da chi ci governa.

 

Un componente della banda di bastardi che estorce il mio denaro, pur essendo agli arresti domiciliari, viene nel mio negozio a incassare il pizzo. E’ pazzesco. Ho tanta fiducia nelle forze dell’ordine, oltretutto ho anche parenti in polizia e figli di cari amici in finanza e so che anche loro non sono contenti di quello che stiamo vivendo. Tutto è a favore dei delinquenti. Lo stesso giorno che aumenteranno a 20 (venti) anni le pene per questi reati, io denuncerò i miei estortori, perché avrò tranquillità e serenità sapendoli in galera e soprattutto, la certezza che vi rimangono per 20 (venti) anni e senza licenze o permessi. Oggi non posso mettere in gioco la mia famiglia. Mi scuso con tutto il mondo se, oggi, non denunzio i miei estortori, ma dovete capirmi”.

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