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L’Anci a Roma illustra il reddito di cittadinanza “alla siciliana”

L’Anci a Roma illustra il reddito di cittadinanza “alla siciliana”

Un disegno di legge di iniziativa popolare contro la povertà assoluta che, se approvato, vedrà l’integrazione al reddito mensile con l’erogazione di una carta servizi per l’acquisto dei beni necessari

L’Anci a Roma illustra il reddito di cittadinanza “alla siciliana”

ROMA - L’Anci Sicilia a Palazzo Chigi per presentare la proposta di legge del reddito di cittadinanza “siciliano”. Leoluca Orlando, presidente Anci Sicilia, Luca Cannata e Paolo Amenta vice presidenti e Mario Alvano Segretario Regionale, sono volati a Roma per incontrare Claudio Vincenti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Gian Claudio Bressa Sottosegretario agli Affari regionali e Autonomie.  

 

Due ore di confronto a Palazzo Chigi in cui i Sindaci siciliani hanno manifestato tutte le criticità regionali e quella che da Cannata è stata definita “un’emergenza istituzionale” che aggrava ulteriormente i problemi che sono già sul territorio: la mancanza di trasferimenti ai comuni da Stato e Regione. «Sono necessari più investimenti – dice Cannata – e vi è la necessità di una migliore veicolazione e un miglior utilizzo dei Fondi europei, i quali se razionalizzati, avrebbero certamente una ricaduta positiva sulla questione sociale e sull’ occupazione».  

 

L’Anci Sicilia ha pronta la sua proposta. Un disegno di legge di iniziativa popolare: l’integrazione al reddito contro la povertà assoluta. In 7 articoli i sindaci hanno redatto quello che, se approvato dall’Ars, sarà il primo vero reddito di cittadinanza siciliano. L’integrazione al reddito contro la povertà assoluta è una misura volta a fornire un aiuto economico pari alla differenza fra il reddito disponibile (ISEE) del nucleo familiare e la soglia della povertà assoluta calcolata annualmente dall’Istat.  

 

Il reddito mensile che andrà ad integrazione di una pensione o di una salario basso, verrà erogato attraverso una carta servizi con la quale si potranno acquistare beni di prima necessità. I sindaci, all’ultimo articolo del disegno di legge hanno anche trovato le coperture al “reddito di cittadinanza”: fondi FSE, FESR e FEARS.  

 

Poi ancora fondi strutturali investimento europeo, i PAC e le quote provenienti dal fondo di sviluppo coesione. Nei prossimi giorni comincerà la raccolta firme per presentare il disegno di legge, ma non è detto che qualche deputato lo faccia “suo” e lo presenti all’assemblea regionale siciliana in tempi rapidi.

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