WHATSAPP: 349 88 18 870

Ecco i fari di Sicilia che presto potrebbero diventare alberghi di charme

Ecco i fari di Sicilia che presto potrebbero diventare alberghi di charme

Lo Stato pronto a darne in concessione una dozzina: l’obiettivo è valorizzare GUARDA LE FOTO

Ecco i fari di Sicilia che presto potrebbero diventare alberghi di charme

ROMA - Che si tratti di caserme, ospedali, scuole, teatri o ex colonie sui litorali, l’obiettivo è quello di recuperare, valorizzare e riutilizzare gli immobili pubblici finiti nel dimenticatoio ma che potrebbero invece rappresentare, in tempi di spending review e di necessaria riduzione del debito, importanti fonti di reddito per il bilancio pubblico. Le iniziative e i progetti messi in campo dal governo, grazie al braccio dell’Agenzia del Demanio, si sono moltiplicati in questi anni e sono arrivati ora anche ai fari, avamposti di terra incastonati spesso in panorami e vedute mozzafiato, ampiamente “sfruttabili” a livello turistico e culturale. Lo Stato è pronto a darne in concessione ai privati una dozzina, alcuni nelle più belle isole italiane, dall’Elba alle Eolie, replicando qualche caso di successo già sperimentato in Italia (come quello del Faro di Capo Spartivento a Domus de Maria, in provincia di Cagliari) o all’estero.  

 

L’idea, che verrà ufficialmente presentata dal Demanio nei prossimi giorni, è proprio quella di sollecitare progetti di recupero da parte di investitori privati, premiando i migliori con concessioni “di lungo periodo”. Il progetto “ValorePaese”, in cui il Piano Fari si inserisce, prevede una durata delle concessioni anche di 50 anni. Un lasso di tempo tale, dunque, da garantire l’investimento. L’esempio a cui ispirarsi è quello dei “Paradores” in Spagna e delle “Pousadas” in Portogallo, in grado di coniugare l’attrazione e l’accoglienza di domanda turistico-ricettiva con la tutela e la valorizzazione dei beni culturali. Valorizzazione è del resto la parola chiave anche del progetto “Proposta Immobili 2015”, in cui circa 700 immobili di enti locali ed enti pubblici, tra ville, castelli, ex ospedali o mercati ortofrutticoli, verranno vagliati e censiti per potenziali dismissioni o trasferimenti a Cdp o fondi immobiliari Invimit, con l’obiettivo di “racimolare” entro il 2017 2,1 miliardi destinati dal Def alla riduzione del debito pubblico.  

 

I fari che potrebbero presto avere il cartello “vendesi” in Sicilia sono cinque o sei, alcuni bellissimi, a strapiombo sul mare, immersi nel verde e naturalmente con panorami mozzafiato. E che quindi si prestano - come nelle intenzioni - a diventare luoghi esclusivi dove trascorrerere qualche notte in assoluto relax. Si va da quello di Ustica a quello di Augusta, da quello di Capo Milazzo, a quello di Favignana, da quello di Salina a quello di Capomulini, vicino Acireale.  

 

GUARDA LE FOTO

 

Stesso dicasi per il progetto caserme: il ministero della Difesa punta a cederne il maggior numero possibile, anche per rientrare dei costi, e così quella di Bologna si trasformerà nel più grande campus universitario europeo, mentre quella di Via Guido Reni di Roma, a due passi dal museo di arte contemporanea Maxxi, potrebbe assumere la forma dalla nuova Città della Scienza della capitale.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP