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Parco dell’Etna, arrivano le ruspe: abbattuta una villetta abusiva

Parco dell’Etna, arrivano le ruspe: abbattuta una villetta abusiva

Continuano le demolizioni degli edifici abusivi all’interno dei confini del Parco dell’Etna, ordinate dalla Procura di Catania. Ieri le ruspe sono arrivate in territorio di Ragalna in località monte Arso, in zona B
Parco dell’Etna, arrivano le ruspe: abbattuta una villetta abusiva
RAGALNA - Continuano le demolizioni degli edifici abusivi all’interno dei confini del Parco dell’Etna, ordinate dalla Procura di Catania. Dopo le attività condotte nei mesi scorsi in territorio di Belpasso, oggi le ruspe della La. ra, azienda confiscata alla mafia, sono arrivate in territorio di Ragalna. In località, monte Arso, in zona B del parco dell’Etna, a 1300 metri slm, dove sorgeva una costruzione abusiva di due piani, in cemento armato, ancora non completa.   Ogni piano, nello specifico, aveva una superficie di circa 80 mq, a cui bisogna aggiungere un grande terrazzo di 50 mq con una cisterna, sempre in cemento armato, per una superficie totale di poco più di 200 metri quadrati. La struttura era stata edificata nel 1991, e la sentenza di demolizione era stata emessa dal Tribunale di Catania nel 1996. Della demolizione di quest’edificio, di cui vi era solo lo scheletrito in cemento armato e i muri in mattoni, se ne aveva notizia dallo scorso 11 maggio quando in territorio di Belpasso era stata demolita una casa a piano terra, realizzata per la villeggiatura in zona C del Parco. Anche l’attività di ieri è stata ordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi, e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Toscano e dai sostituti procuratori Monia Di Marco e Angelo Brugaletta.   Sul posto anche questa volta un importante dispiegamento di forze dell’ordine, simbolo della presenza dello Stato, e delle attività volte alla tutela ambientale e al ripristino di uno stato di legalità. Vi erano i militari dell’Arma dei carabinieri, gli uomini del Corpo forestale, della Polizia di Stato e della Polizia provinciale, e la Guardia di finanza. Non c’era nessuno, sul posto, che rappresentava la proprietà.   Le ruspe già alle 8.30 stavano entrando in azione nonostante le condizioni meteo non fossero delle migliori. Per le attività sono stati preventivati cinque giornate di lavoro. La demolizione iniziata ieri non rientra in quella prima tranche di interventi di cui tre sono state compiute a Belpasso, una ad ottobre scorso, nel quartiere Palazzolo, una nel dicembre successivo e una lo scorso maggio, queste ultime all’interno dell’area del Parco, tra contrada Segreta e S. Leo.   Altre quattro costruzioni sono invece state demolite dagli stessi proprietari che avevano presentato richiesta di autodemolizione. A queste se ne dovrà aggiungere un’altra, ancora in corso di autodemolizione. Percorso, quest’ultimo, più conveniente per i privati che potranno evitare che i loro terreni vengano acquisiti al patrimonio del Comune in cui ricadono.   Le attività ai piedi di Monte Arso proseguiranno oggi con il carico del materiale da smaltire da portare in discarica, mentre per l’ultima giornata di attività è prevista la demolizione dell’invaso idrico.

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