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Dalla partenza della Mini allo schianto, la dinamica dell'incidente mortale alla Targa Florio

Il pilota passato subito dopo l'equipaggio coinvolto: «Un tratto veloce e l’asfalto era bagnato»

Dalla partenza della Mini allo schianto, la dinamica dell'incidente mortale alla Targa Florio

PALERMO - Il semaforo verde per l'equipaggio 29 iscritto alla 101ª edizione della Targa Florio sarebbe scattato alle ore 11.28 da piano Battaglia. Avrebbero dovuto percorrere 14,3 chilometri per completare la seconda prova speciale della giornata dopo quella di Gratteri, piccolo centro del palermitano, dove la competizione aveva preso il via al mattino alle 10.27.

La Mini Cooper di classe R1 (1600) con a bordo il pilota Mauro Amendolia e la figlia Gemma non è mai arrivata alla conclusione della prova. Di li a poco al km 9+350 il tragico incidente, intorno alla postazione 30, occupata dallo sfortunato commissario di gara Giuseppe Laganà, deceduto sul colpo. Un rettilineo che seguiva una curva a sinistra con una successiva curva a destra.

«Un tratto veloce - ha detto il pilota Peppe Di Gesù, transitato poco dopo a bordo di una Peugeot 106N2 - L’asfalto era bagnato. L’auto di Amendolia sembrava parcheggiata sul ciglio della strada. Era difficile cogliere la gravita dell’accaduto».

La posizione dell’autovettura in SoS - così come ha detto il direttore di Gara, Marco Cascino - è stata individuata attraverso il tracking system.

 

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