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Catania, sono troppo inquinanti Da luglio stop ai vecchi diesel

Catania, sono troppo inquinanti Da luglio stop ai vecchi diesel

Provvedimento dell’ufficio traffico. «Il divieto entrerà in vigore dal primo luglio – spiega l’assessore all’Ambiente Rosario D’Agata – specificamente per questi veicoli con esclusione dei mezzi pubblici
Catania, sono troppo inquinanti Da luglio stop ai vecchi diesel
In un mondo ormai globale e locale non c’è l’enorme distanza che si penserebbe tra la recente intesa dei leader del G7 che impone di limitare l’aumento della temperatura dell’atmosfera entro il limite di due gradi, e un divieto di circolazione per i vecchi e inquinanti diesel disposto in una città della Sicilia da 300mila abitanti e troppe auto sulle strade, in questo caso Catania. Qui traffico caotico, caldo afoso e asfalto e cemento che restano arroventati dopo lunghe giornate di sole rappresentano il mix più pericoloso per l’ambiente e l’aria che respiriamo in città, soprattutto per quei valori che sono al limite o al di là della soglia di attenzione prevista per legge. A Catania l’allarme viene non tanto dalle poveri sottili (pm10) ma dal biossido di azoto (no2), gas nocivo per la salute che nel 2014 - in base ai rilevamenti delle centraline antismog del Comune - ha fatto registrare diversi sforamenti giornalieri e una concentrazione annua di 54 microgrammi a metro cubo, a fronte del limite di 40 stabilito dalla legge. Il problema, almeno per quanto riguarda la città, è innescato soprattutto da un elevato numero di vecchi e inquinanti veicoli diesel antecedenti al 1997, “euro zero” ed “euro uno”, a cui come anticipato da “La Sicilia” sarà di conseguenza vietata con provvedimento dell’ufficio traffico la circolazione all’interno dell’area urbana. «Il divieto entrerà in vigore dal primo luglio specificamente per questi veicoli con esclusione dei mezzi pubblici - spiega l’assessore all’Ambiente Rosario D’Agata - verrà opportunamente comunicato e si inserisce in una serie di misure che riguardano anche mobilità sostenibile, zona a traffico limitato e incremento delle piste ciclabili». L’area interdetta. In questa fase si sta predisponendo l’apposita segnaletica, per delimitare un vasto “perimetro” dell’area urbana al cui interno sarà applicato il divieto per i vecchi diesel, segnato a nord dalla circonvallazione, a est dal lungomare, a sud dalla via Dusmet e a ovest dalla via Palermo. Queste direttrici “segneranno” l’area interessata dal divieto ma saranno comunque percorribili anche dai vecchi diesel. Questi - auto, furgoni e mezzi pesanti - con i loro motori ormai obsoleti e nemici dell’ambiente, rappresentano la principale emergenza in una città che resta caotica e super motorizzata, con settecento auto ogni mille abitanti, più di duecentomila veicoli su trecentomila residenti, con una percentuale altissima di motori “euro zero”, quasi quarantamila mezzi privi di marmitta catalitica. Un venti per cento circa dell’intero e già vetusto parco auto circolante in città è formato da queste “minacce ecologiche” vaganti immatricolate ormai una ventina d’anni addietro. Il biossido di azoto è un gas bruno e rossastro, la cui concentrazione nell’atmosfera è favorita dal monossido di azoto emesso in gran parte dai vecchi motori diesel che si combina con l’ozono. Il parco auto circolante in città - che comprende evidentemente i veicoli dei pendolari che ogni giorno entrano a Catania - oltre a essere vetusto e caratterizzato da numeri esagerati in rapporto ai residenti, soffre di un ricambio lentissimo, con una percentuale ancora minima di veicoli con motore “euro sei” di ultima generazione e ridotto impatto ambientale, non oltre il tre per cento sui duecentomila mezzi circolanti. Il biossido di azoto è un forte ossidante ed irritante, e provoca il suo effetto tossico principalmente sugli occhi, sulle mucose e sui polmoni. In particolare è responsabile di specifiche patologie a carico dell’apparato respiratorio, come bronchiti, allergie, irritazioni, fino a causare edemi polmonari nei soggetti più fragili. I soggetti più esposti all’azione tossica sono quelli più sensibili, come i bambini, gli anziani e gli asmatici. Il biossido di azoto si può ritenere uno degli inquinanti atmosferici potenzialmente più pericolosi e dunque da limitare assolutamente, non solo per la sua natura irritante sull’uomo, ma anche perché, in condizioni di forte irraggiamento solare - proprio quelle che per diverse ore al giorno caratterizzano la lunga estate in città - provoca delle reazioni fotochimiche secondarie che creano altre sostanze inquinanti, ovvero il cosiddetto “smog fotochimico”. Inoltre, trasformandosi in presenza di umidità in acido nitrico, esso è una delle cause della formazione delle cosiddette “piogge acide”, che provocano ingenti danni e più in generale alterazioni negli equilibri ecologici e ambientali.

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