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Rapine, racket, droga, armi e video-poker

Rapine, racket, droga, armi e video-poker gli affari del clan di Troina con i “catanesi”

Mafia: 12 arresti nell’Ennese. Legami coi santapaoliani della “Catina”

Mafia: 12 arresti nell’Ennese. Legami coi santapaoliani VIDEO

Rapine, racket, droga, armi e video-poker gli affari del clan di Troina con i “catanesi”

TROINA - Stroncata dalla polizia di Stato un’organizzazione criminale che operava nel territorio di Troina, nell’Ennese, dal 2012 ad oggi. Accertati stretti legami con esponenti della famiglia mafiosa catanese “Santapaola”. Dodici persone sono state arrestate cone le accuse di associazione a delinquere di stampo mafioso, rapina, estorsione, furto aggravato, danneggiamento, detenzione e porto illegale di armi da sparo, anche clandestine. I provvedimenti, 14 in totale ma due indagati sono risultati irreperibili, sono stati emessi dalla Dda di Caltanissetta. L’attenzione degli investigatori si è concentrata sul ruolo di Davide Schinocca, ritenuto referente di Cosa nostra nel comune di Troina. L’indagato, pur risiedendo nel centro del nisseno, sarebbe risultato strettamente legato alla famiglia mafiosa catanese riferibile alla cosiddetta “Catina”, attiva, nel comune di Aci Catena.  

 

Le indagini, condotte dalla polizia, hanno consentito di accertare come le tecniche estorsive utilizzate fossero quelle classiche della mafia: il furto di automezzi, di macchine agricole e bestiame; l’imposizione di forniture nonchè il danneggiamento di veicoli e altro. Inoltre, è stato riscontrato come tra gli affari illeciti principali, sicura fonte di sostentamento del gruppo criminale in argomento, fosse quella della gestione illegale dei video-poker e delle slot machine, non collegata all’Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato. In tal senso, l’associazione avrebbe acquisito un monopolio sulla collocazione di tutti i videogiochi, che - benchè ideati dal costruttore per non distribuire premi in denaro - grazie ad alcune modifiche al software interno, si trasformavano, con l’inserimento di un codice da parte del gestore, in veri e propri video - poker o comunque in slot machine.  

 

Tra le numerose attività illecite documentate non solo furti ed estorsioni ma anche il reperimento di armi (anche clandestine), grazie alle quali l’organizzazione criminale ha potuto imporsi con maggiore veemenza e pericolosità. Nel corso delle indagini, gli investigatori hanno proceduto a dissotterrare e sequestrare diversi fucili, pistole e relativo munizionamento. Le armi sarebbero state nascoste, sospettano gli inquirenti, in preparazione di uno scontro interno alla locale criminalità ed altre utilizzate per la commissione di reati.  

 

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La crescente pericolosità del gruppo si sarebbe manifestata nel tentativo fallito di incidere sulle competizioni elettorali del 2013 e sulla politica amministrativa del Comune, sull’organizzazione di alcune manifestazioni patrocinate dalla stessa amministrazione (gran galà equestre città di Troina) e nella imposizione di fornitori per la distribuzione di prodotti alimentari presso commercianti al dettaglio.  

 

In un’occasione, addirittura, l’organizzazione mafiosa capeggiata da Schinocca, avrebbe tentato di esercitare pressione su un consigliere comunale di Troina impegnato, in quel frangente, nella campagna elettorale in favore dell’attuale sindaco, “consigliando” caldamente al consigliere di far mancare il sostegno a quel candidato (impegnato nelle attività “antimafia” finalizzate al rispetto della legalità), e di mettere a disposizione la propria carica politica per elargire favori «a chi ne avesse avuto bisogno».  

 

Le indagini si sono avvalse di attività tecniche e di numerose testimonianze. Gli investigatori si sono avvalsi della collaborazione di alcuni esponenti della comunità locale. Di particolare gravità l’evento verificatosi nel maggio del 2014, quando tre ignoti malfattori armati di un fucile a canne mozze e di due pistole, dopo avere fatto irruzione all’interno di una gioielleria di Troina (EN) e trattenuto in ostaggio i proprietari e gli avventori, consumarono una rapina, rubando oro e preziosi.  

 

Gli accertamenti tecnici, tempestivamente condotti, hanno permesso di accertare che Davide e Patrick Schinocca, nonchè Domenico Sotera - avvalendosi della collaborazione di Luigi Compagnone, Stefano Intili, Santo La Ferrera, ed altri - avrebbero prestato supporto e basi logistiche ai tre rapinatori provenienti da Catania.   Da ultimo, l’attività estorsiva posta in essere dal gruppo, riconducibile a Schinocca, ai danni di un commerciante di prodotti alimentari, che, con cadenza settimanale, si era recato a Troina per la vendita di uova presso le locali attività commerciali al dettaglio. In più occasioni, lo stesso Davide Schinocca, insieme al figlio Patrick ed un altro complice, avrebbe accostato la vittima, dapprima minacciandola ed in una circostanza picchiandola; ciò con il solo scopo di costringere l’uomo ad allontanarsi dal paese, impedendogli di contattare nuovi clienti e di collocare i propri prodotti.  

 

In questo caso, obiettivo della cosca sarebbe stato quello di “imporre” ai commercianti di Troina interessati all’acquisto di uova, la fornitura da parte di un altro commerciante, rispondente proprio all’indagato Maurizio Amendolia, che, “sponsorizzato” dallo stesso Schinocca, stava consolidando il monopolio di fatto nella vendita in argomento.

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