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Port-One, il porto turistico di Portopalo è “quasi una realtà”

Port-One, il porto turistico di Portopalo è “quasi una realtà”

Gli “americani” e i soci siracusani hanno siglato un accordo, ufficializzato dal sindaco Mirarchi: «A giorni i due partner andranno a Palermo a ritirare la concessione demaniale per l’area di costruzione del porto»

Port-One, il porto turistico di Portopalo è “quasi una realtà”

PORTOPALO DI CAPO PASSERO - Sono convinti che questa parte di Sicilia, il Val di Noto, possa diventare un centro culturale, turistico ed attrattivo al pari della California. Talmente convinti, che hanno deciso di investire in un’opera che, se realizzata, trasformerebbe in tutti i sensi il volto e l’economia di un interno territorio: Port-One, il porto turistico di Portopalo di Capo Passero. I soldi necessari per andare a ritirare la concessione demaniale, primo passo per la costruzione dell’infrastruttura stanno arrivando anche da “oltre oceano”. Sono dollari e vengono da una società specializzata nel settore della costruzione di grandi approdi per navi che sta affiancando economicamente la sfida della Marina Sud, la ditta titolare della concessione per la realizzazione del porto.

 

Gli “americani” e i soci siracusani hanno siglato un accordo che è stato ufficializzato e reso noto dal sindaco Giuseppe Mirarchi. «A giorni – dice il sindaco – i due partner andranno a Palermo a ritirare la concessione demaniale per l’area di costruzione del porto. Una “carta” che costa intorno alle 300 mila euro e che è il primo vero passo per la realizzazione del porto turistico». Sembra che il sogno dei portopalesi stia diventando realtà. Difficilmente una società (o più in questo caso) va a ritirare un permesso così costoso se poi non ha intenzione di costruire. Port-One, la mega struttura da 248.265 mq, per un costo che sfiora i 60 milioni di euro si farà.

 

A vedere il rendering del progetto c’è da strofinarsi gli occhi: 448 posti per le imbarcazioni divise fra approdi per pescherecci e approdi per imbarcazioni turistiche. Immediatamente adiacente alla zona funzionale è prevista una fascia da destinare ad attrezzature turistico-ricettive, che faranno da cerniera tra il porto stesso e l’entroterra, già in parte antropizzato. Gli edifici delle varie zone avranno tutti un’altezza contenuta, così da non creare barriera visiva fra i visitatori e il contesto, puntando alla fruizione prospettica del mare da ogni parte dell’area di intervento. Nella zona limitrofa alla banchina di ripa troveranno posto la Club House, contenente gli uffici direzionali ed i servizi per i diportisti, e il padiglione per le attività relative al calafataggio, rimessaggio e officina meccanica. Nell’edificio della Club House, sono collocate tutte le attività relative al controllo e gestione del porto nonché alla diretta fruizione del pubblico: bar, ristoranti, negozi, banche, farmacia, pronto soccorso e centro informazioni turistiche. Portopalo se lo merita, la Sicilia se lo merita. Per una volta, “facciamo gli americani”.

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