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Migranti, il procuratore di Catania: «Trafficanti finanziano alcune Ong»

Zuccaro: «Questo traffico ormai sta fruttando quanto quello della droga. Ma le nostre per ora sono solo ipotesi, mancano le prove»

Il procuratore Zuccaro: "Davanti la Libia a Pasqua c'erano talmente tante navi che sembrava lo sbarco in Normandia"

CATANIA - «A mio avviso alcune Ong potrebbero essere finanziate dai trafficanti e so di contatti. Un traffico che oggi sta fruttando quanto quello della droga». Così Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, ai microfoni di Agorà (RaiTre), in merito alle polemiche sollevate in questi giorni dall’inchiesta aperta dal suo ufficio su questo tema. «Forse la cosa potrebbe essere ancora più inquietante - ha aggiunto Zuccaro - si perseguono da parte di alcune Ong finalità diverse: destabilizzare l’economia italiana per trarne dei vantaggi».


Alla domanda sui possibili allarmismi, Zuccaro risponde: «Se l'informazione è corretta questo corto circuito non si può creare salvo per effetto di persone che vogliono creare confusione». 

 

In una precente intervista Zuccaro aveva detto che su Organizzazioni non governative «come Medici senza frontiere e Save the Children davvero c'è poco da dire, discorso diverso - avverte Zuccaro - per altre, come la maltese Moas o come le tedesche, che sono la maggior parte», cinque delle nove Ong schierate in mare. «Abbiamo evidenze che tra alcune Ong e i trafficanti di uomini che stanno in Libia ci sono contatti diretti - dice il procuratore - non sappiamo ancora se e come utilizzare processualmente queste informazioni ma siamo abbastanza certi di ciò che diciamo». E cioè «telefonate che partono dalla Libia verso alcune Ong, fari che illuminano la rotta verso le navi di queste organizzazioni, navi che all’improvviso staccano i trasponder sono fatti accertati».

 

Insomma diversi comportamenti sicuramente sospetti, ai quali ora si aggiungerebbe anche il dubbio che dietro ci possa essere anche un movimento di denaro. L'inchiesta della Procura di Catania si fa quindi sempre più difficile e complicata.

 

Oggi il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in una intervista a Repubblica tv, ha invitato la Procura di Catania a parlare con gli atti e ha detto che è ingiusto ricostruire la storia delle Ong come quella di collusi con i trafficanti di uomini, mentre il ministro dell'Interno Marco Minniti ha detto che  «le questioni sollevate non possono essere sottovalutate», ma bisogna «evitare generalizzazioni».

 

In serata, dopo che per l'intera giornata sono montate le polemiche per le affermazioni di Zuccaro è arrivata una nota della Procura di Catania, in cui il procuratore spiega che il suo ufficio ha sul ruolo di «alcune Ong sulle operazioni di salvataggio di migranti delle ipotesi di lavoro, che non sono al momento prove», neppure quella «sui loro finanziamenti».

 

C'è però un colloquio radio tra «persone a terra in Libia» e altre su una nave che rispondono «potete mandarli... noi siamo qui...» tra gli atti conoscitivi della Procura di Catania sul lavoro delle Ong nel salvataggio di migranti nel Mediterraneo, ma processualmente non è utilizzabile perché proviene da una fonte non ufficialmente identificabile.

 

«Che ci siano alcune Ong che abbiano contatti con in Libia - aggiunge - è un fatto, ma non una prova. Così che a volte spengono i transponder per non fare rilevare la loro presenza, che alcuni migranti chiamano le Ong, situazioni di anticipato soccorso. Così come - chiosa il magistrato - che alcune iniziative di alcune Ong mettono in crisi l’Italia. Sono tutte ipotesi, che al momento non hanno riscontro. Ma un procuratore che vede e sa queste cose - chiosa Zuccaro - che fa? Non ne parla? Secondo me è un suo dovere farlo».  

 

Zuccaro ha spiegato di «avere denunciato un fenomeno, e non singole persone,» perché se «si aspetta troppo tempo rischia di produrre elementi deleteri non più controllabili» e che «questa è una deroga» al riserbo, ma anche «un dovere per chi deve fare rispettare la legalità». Zuccaro sottolinea che «denunciare il fenomeno è un mio dovere», ma «c'è da combattere una criminalità forte e devo avere gli strumenti per poterlo fare, altrimenti mi limito a registrarlo».

«Ci sono fenomeni - aggiunge il procuratore di Catania - che, se non sono affrontanti in tempo ma si aspetta, rischiano di produrre elementi talmente deleteri che poi è difficile ridurre i danni. In passato questo è accaduto con la mafia: quando i magistrati denunciavano il fenomeno, ma non si interveniva».

 

Il magistrato sottolinea la necessità di avere «un supporto investigativo adeguato, che in questo momento non c'è». «Ho il dovere di denunciare - sottolinea Zuccaro - che c'è gente che si sta arricchendo con l'immigrazione, con le risorse destinate all’assistenza che attira appetiti mafiosi. Catania - ricorda - è la prima Procura in Italia per i procedimenti sulla tratta di essere umani». Zuccaro ribadisce la necessità di «non fare di tutte le Ong un fascio», elogiando Save the children e Medici senza frontiere: «Quelli dati a loro sono soldi spesi bene», dice. 

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