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Palermo, Poletti sul Jobs Act e sui risultati elettorali in Sicilia

Palermo, Poletti su Jobs Act e sui risultati elettorali in Sicilia

Il Ministro del Lavoro: «Il Governo deve mantenere con rigore la barra dritta sulle riforme» e sui risultati elettorali in Sicilia: «In questo caso parliamo dielezioni locali che hanno ragioni specifiche nel territorio»

Palermo, Poletti su Jobs Act e sui risultati elettorali in Sicilia

Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, a Palermo, per un convegno sulle nuove e vecchie povertà, parlando degli effetti del Jobs Act che nell’isola non ha ancora prodotto risultati positivi sul versante dell’occupazione rispetto al trend favorevole del resto del Paese. «Qui il tema va connesso al tessuto imprenditoriale e alle dinamiche dell’economia locale.   Penso che (il Jobs Act ndr) anche qui produrrà risultati perché abbiamo cercato di spingere con molta forza sul versante della stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Pensiamo sia un elemento che deve cambiare strutturalmente il sistema dell’occupazione del lavoro nel nostro Paese». «Sappiamo bene che gli incentivi e i cambiamenti normativi devono fondarsi su una condizione delle dinamiche economiche, delle dinamiche dell’economia e dell’impresa - ha aggiunto naturalmente queste vanno tenute in correlazione. Evidentemente la situazione della Regione (Sicilia ndr) e della sua economia sono tali da non aver raccolto questa sfida ma credo succederà anche in Sicilia».  

 

Il Ministro ai cronisti che chiedevano un commento sui risultati elettorali delle scorse amministrative: «Il Governo deve mantenere con rigore la barra dritta sulle riforme. Le cose che abbiamo detto di voler fare le dobbiamo fare, quelle che avevamo detto di voler fare sul lavoro, le abbiamo fatte. Bisogna avere coerenza da questo punto di vista».  

 

E aggiunge: «I risultati elettorali sono un elemento importante - ha aggiunto -, in questo caso parliamo di elezioni locali che hanno ragioni specifiche sul territorio. Non possiamo sbandare e immaginare di cambiare il nostro impianto, perché c’é un dato di discussione aperto come quello indotto dal risultato elettorale». «Bisogna tenere con rigore la barra dritta sulle riforme - ha ribadito il ministro - perché questo Paese ha storicamente un’esigenza di affidabilità e se noi cambiamo rapidamente e sistematicamente gli orientamenti, non siamo più affidabili nè per gli imprenditori in Italia, nè per gli investitori internazionali nè per i cittadini. Il Governo deve avere la responsabilità di fare ciò che ha dichiarato di fare». «Quando ci saranno le elezioni - ha concluso - gli italiani valuteranno se abbiamo lavorato bene, prodotto risultati oppure no».

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