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«Quota siciliana o ci fanno un c... così»

«Quota siciliana o ci fanno un c... così» Cara Mineo, la “pista rossa” di Odevaine

La gestione nel racconto a Buzzi / LA TORTA DEI FONDI

«Quota siciliana o ci fanno un c... così» Cara Mineo, la “pista rossa” di Odevaine

CATANIA. «Bisogna lasciare una quota siciliana sul territorio perché sennò lì ci fanno un culo così... ». Così parlò Luca Odevaine. Sì, perché nell’Isola c’è «il blocco forte, che è Sisifo». Una potente coop rossa, socia (ma anche “nemica”) dei ciellini della Cascina nell’appalto per il Cara di Mineo. Ma ci sono anche altre pressioni, talvolta contrapposte. Del Pd, che, dapprima sostenitore, poi «faceva blocco su Sisifo».

 

Il faccendiere della “Terra di Mezzo” ha pure un appuntamento con una non meglio identificata deputata regionale del Pd che gli fa trovare un uomo del gruppo concorrente, Connecting People. Incontro preceduto dalla telefonata di moral suasion da parte di un non meglio identificato «segretario della Cgil». Parole in libertà, nell’intimità della sua “tana”. Magari millanterie, che – attraverso verifiche in corso su tabulati telefonici e spostamenti dell’uomo più intercettato e videoripreso d’Italia – dovranno essere separate da eventuali fatti veri. Ma c’è una pista, nella giungla di Mafia Capitale, che sull’asse Roma–Mineo non passa dagli uomini dell’Ncd, partito più esposto soprattutto dopo la conferma dell’inchiesta a carico del sottosegretario Giuseppe Castiglione, indagato assieme a Odevaine e altri quattro per turbativa d’asta negli appalti per la gestione dei servizi all’interno del centro.

 

C’è anche un fil rouge che porta altrove. «Sisifo, il blocco forte» Pioviggina, a Roma, il 3 febbraio del 2014. È da poco passata l’una del pomeriggio. Nella stanza di Odevaine, all’interno della fondazione “Integrazione”, oltre alle microspie, c’è Salvatore Buzzi, ras delle cooperative romane, in carcere per associazione mafiosa e corruzione. In silenzio, ad ascoltare i due sodali, c’è Mario Schina, consigliere della coop “Il Percorso”, responsabile per il Decoro urbano di Walter Veltroni dal 2005 al 2007, anello di congiunzione fra Buzzi e Odevaine. Quest’ultimo, nell’incontro raccontato nelle 610 pagine d’informativa del Ros dei carabinieri, «rappresentava quali fossero le dinamiche politico–imprenditoriali connesse alla gestione del Centro di Accoglienza di Mineo». Luca Odevaine: «... (incomprensibile)... Cascina un passaggio lo posso fa’ io perché... i siciliani... allora lì c’è Cascina... (inc)... ». Mario Schina: «... (inc)... cucina... ». LO: «... e un pezzettino che c’ha bonus di mediazione... no di... la parte lega... comunque... è un pezzettino di questa roba qui... o mediazione con parte legale... però diciamo che comunque l’appalto loro... (inc.)... col Comune... poi c’è... Sisifo... che è appunto... soprattutto il blocco... forte che è Sisifo e... (inc)... e poi... (inc.)... di piccole cooperative locali che si sono messe insieme che però... le piccole cooperative locali, in realtà, come interlocuzione adesso... attraverso di me... fanno più... fanno più blocco con la Cascina che con Sisifo... ».

 

Odevaine si accredita dunque con Buzzi come l’uomo giusto per poter scalfire lo strapotere della Cascina (una delle cooperative aggiudicatarie degli appalti del Cara di Mineo) attraverso Sisifo. «Nell’ambito del raggruppamento temporaneo di imprese, Sisifo – scrive il Ros – rappresenta l’anima di tutte le realtà imprenditoriali locali che prendono parte all’aggiudicazione della gara». Il consorzio siciliano, aderente a LegaCoop, era stato il capofila nei precedenti appalti vinti per la gestione dei servizi all’interno del centro; ma nell’appalto del 2014 fa un passo indietro alla vigilia della mega–gara da 97 milioni: resta nel raggruppamento vincente, ma con una quota minoritaria. Nessuno dei vertici di Sisifo (i quali nell’informativa vengono citati per alcuni precedenti penali, comunque estranei alla vicenda) è indagato per gli appalti del Cara di Mineo. Il pressing di Pd e Cgil Odevaine continua il suo colloquio con Buzzi.

 

Gli propone di approfittare dei contrasti fra Sisifo e Cascina e di “allearsi” con quest’ultima, tirandosi dietro le altre coop locali. Buzzi sembra allettato dall’idea e propone di andare da «Goffredo» (Bettini, ex uomo forte di Veltroni e attuale eurodeputato del Pd, estraneo all’indagine di Mafia Capitale) Luca Odevaine: «... Per cui quelle le possiamo sfilare... e sono quelle che poi hanno un interesse sul territorio per le assunzioni, le cose... I sindaci stanno per cui, hai capito? Alla fine... Il blocco Sisifo... invece anche Cascina non è che c’ha un buon rapporto perché... comunque... (incomprensibile)... so’ concorrenti tra di loro per cui... ». Salvatore Buzzi: « (sovrapponendosi al proprio interlocutore)... (inc.)... quanno ce ricapita... ». LO: «... Se... con Pizzarotti si riesce a... spezzare diciamo così l’Ati, Cascina non ha nessun problema a... sfilare a sfilarsi... da Sisifo... nessun problema... però... è chiaro che in prima battuta bisogna... no? ». SB: «Dobbiamo andarci a fare... (inc.)... Goffredo, ci andiamo insieme... ». LO: «Anche perché politicamente lì è successo pure un po’ di casino perché prima... il Pd... e... faceva blocco... su... anche su Sisifo... e quindi di conseguenza con tutto il gruppo, adesso invece... è successo che loro un giorno m... m’ha chiamato il segretario della Cgil... quindi... Stefania... ». SB: «Uhm». LO: «... e m’ha fatto...... inc... sono andato da... questa Presidente di commissione regionale del Pd... che era quella che all’inizio appunto aveva... inc... la vicenda per... per Sisifo... e mi... e mi sono ritrovato questo di Connecting People... Capito? M’hanno portato questo di Connecting che diceva: “A me... a noi ce dovete fa entrà... o ci fate entrare nell’Ati... ”. dopodiché... so che si... (inc.)... con Sisifo e non sono riusciti a chiudere... (inc.)..., oppure vi famo un culo così o sennò dobbiamo vincere noi... (inc.)... così e dopodiché dopo un poco io ho mandato a fanculo... (inc.)... ma che cazzo... (inc.)... siete impazziti... perché loro so proprio così... minacciano... e pochi giorni dopo è scoppiato tutto il casino a Lampedusa... la rivolta lì... (inc.)... ». SB: «Scusa cerchiamo di infilasse noi co Pizzarotti e Cascina e ci infiliamo... perché non ci possiamo infilare? ». LO: «Sì... bisogna lasciare una quota siciliana per... sul territorio chiaramente perché sennò lì... ci fanno un culo così... però Sisifo potrebbe pure... ». SB: (sovrapponendosi al proprio interlocutore) «... (inc.)... ». LO: «La Cascina sarebbe contenta... ». SB: «Famo na cosa... noi andiamo a cercà a Goffredo per Gianni Letta... e tu... (inc.)... ». LO: «Io se voi mi dite: guarda... c’è... c’è una disponibilità io poi... (inc.)... ».

 

Il “modello Mineo” Non è dato sapere chi è il segretario della Cgil che avrebbe chiamato Odevaine per parlargli del Cara di Mineo. Al di là della veridicità del racconto sul tentativo di “mediazione” sollecitato dall’esponente del Pd, Connecting People alla fine non entra nell’Ati vincente. E anzi è una delle aziende associate, la Cot Ristorazione, a promuovere il primo ricorso all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici. Ma in un’altra intercettazione (stavolta telefonica, del 16 settembre 2013), a colloquio con Sandro Del Fattore, coordinatore nazionale del Dipartimento Politiche sociali della Cgil, Odevaine rivendica il “modello Sicilia” per la «prospettazione – scrive il Ros nell’informativa – delle opportunità, per il comune di San Giuliano di Puglia e quelli limitrofi, sul modello dell’indotto determinato dal più noto centro di accoglienza catanese di Mineo, di gestire la fase relativa alle assunzioni di personale da impiegare nel futuro centro, prospettata nell’ottica del “coinvolgimento del territorio e quindi poi anche a livello occupazionale” come dallo stesso Odevaine ricordato “come io ho fatto a Mineo il 95% delle persone assunte a Mineo vengono dai comuni del... del... del territorio”». E se lo dice lui...

 

La “Lady X” rossa Altro particolare. All’epoca dell’intercettazione, così come nei mesi precedenti e in quelli successivi, non risulta alcuna deputata regionale del Pd presidente di commissione all’Ars. Chi ha telefonato all’“uomo nero” di Mafia Capitale? È davvero avvenuto l’incontro con l’esponente del Pd? Magari a Palazzo dei Normanni? E soprattutto: chi è questa persona? Questo “capitolo” dell’informativa del Ros s’interrompe a pagina 359. Segue un “omissis” fino a pagina 488. In questi 129 fogli, già sul tavolo della Procura di Catania assieme ad altri allegati «molto interessanti», potrebbero esserci alcune risposte agli interrogativi di cui sopra.

twitter: @MarioBarresi

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