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Milazzo, tenta di violentare donna nell’androne di palazzo: arrestato

Milazzo, tenta di violentare donna nell’androne di palazzo: arrestato

In manette è finito un operaio di Librizzi: la reazione della vittima lo ha fatto cadere dalle scale e poi si è dato alla fuga in macchina. Ma la giovane ha preso il numero di targa
Milazzo, tenta di violentare donna nell’androne di palazzo: arrestato
Si era nascosto nell’androne di un palazzo per poi tentare di violentare una donna che era appena entrata. Ma non aveva fatto i conti né con la reazione della giovane né col fatto che la vittima stava parlando al telefono con una amica che ha “ascoltato” le fasi dell’aggressione e ha anche annotato il numero di targa del bruto in fuga dettatole dalla vittima. In manette, arrestato dai carabinieri di Milazzo, che hanno eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip del tribunale di Barcellona, su richiesta della Procura della Repubblica di Barcellona, è finito L. A, 29enne di Librizzi, celibe, operaio. L’uomo è accusato di violenza sessuale aggravata e lesioni ai danni di una donna 28 enne di Milazzo. Le indagini dei carabinieri sono partite subito dopo la denuncia della vittima. Intorno alle 22,30 del 25 maggio scorso, l’operaio si era introdotto all’interno dell’androne di un palazzo in pieno centro a Milazzo. L’uomo, nascostosi in “agguato”, al sopraggiungere della vittima, la afferrava da dietro e dopo averla con violenza bloccata contro un muro cominciava a palpeggiarla in modo ripetuto contro la sua volontà. In uno slancio di disperazione la vittima riusciva con un calcio a far perdere l’equilibrio sulle scale al suo aggressore e a divincolarsi, dandosi alla fuga a piedi per strada. L’uomo con disinvoltura, usciva anch’egli dal palazzo saliva in macchina e andava via come se niente fosse. Quello che l’aggressore non aveva previsto, però, è che la donna prima dell’aggressione stava intrattenendo una conversazione telefonica con una coetanea. La donna in ascolto ha sentito urlare e chiedere “fermo, lasciami” alla sua amica ed è rimasta in linea tutto il tempo. In particolare ha “seguito” in diretta anche i momenti della fuga, nel corso della quale, dimostrando freddezza e nervi d’acciaio, la giovane vittima si è girata, ha visto che il suo aggressore stava salendo su una Fiat Punto bianca e ha dettato ad alta voce il numero di targa, affinché l’amica al telefono potesse annotarlo “al volo”. I Carabinieri nel corso delle indagini, oltre a raccogliere minuziosamente tutte le preziose testimonianze hanno acquisito anche dei filmati di video sorveglianza nei quali si vedono chiaramente i concitati momenti della fuga.

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