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Sanità in Sicilia, i concorsi al palo

Sanità in Sicilia, i concorsi al palo e le piante organiche delle discordia

Sindacati sul piede di guerra contro l’assessore Borsellino

Sindacati sul piede di guerra contro l’assessore Borsellino
Sanità in Sicilia, i concorsi al palo e le piante organiche delle discordia
PALERMO - Nessun passo avanti per le nuove piante organiche di Asp e ospedali che avrebbero dovuto dare, come ipotizzato dall’assessorato alla Salute, il via per i nuovi concorsi. Anzi sono stati compiuti tre passi indietro, malgrado da piazza Ottavio Ziino (sede dell’assessorato, ndr) continuino ad essere fiduciosi e a prevedere i primi bandi a partire da settembre. L’ottimismo dei burocrati, però si scontra con il pessimismo dei sindacati. In prima linea la Cgil medici che, attraverso il suo segretario, Renato Costa, è categorica: «Non siamo d’accordo su nulla. L’assessore alla Salute Borsellino ha fallito nettamente. Chiederemo le sue immediate dimissioni».   Il nodo del contendere è uno ed uno solo: la concertazione con le sigle sindacali prima di dare il via libera alle nuove piante organiche e quindi all’avvio dei tanto attesi bandi di concorso. Anzi la Fp Cgil con Michele Palazzotto, Renato Costa e Caterina Tusa è perentoria: «In assenza di risposte in tempi brevissimi, attiveremo tutte le iniziative idonee a tutelare i lavoratori del servizio sanitario regionale, la salute dei cittadini ed il ruolo dell’organizzazione sindacale».   Stando alla Fp Cgil, i sindacati attendono, ormai dallo scorso venerdì 12 giugno, di essere convocati per definire le linee guida sulle dotazioni organiche. Nessuna convocazione, nonostante le sollecitazioni è, però, fino ad oggi, pervenuta, come sottolineano i tre sindacalisti. «Il lavoro fatto ai tavoli tecnici, nonostante il pochissimo tempo ad essi dedicato, ha dimostrato la necessità di rivisitare interamente i criteri per quantificare e qualificare le consistenze di organico delle aziende ospedaliere e dei distretti territoriali.   «Infatti la proposta dell’assessorato è risultata assolutamente inadeguata rispetto ai reali fabbisogni di personale per soddisfare le esigenze sanitarie ed assistenziali dei siciliani», ribadiscono i rappresentanti della Fp Cgil. Ed ancora, i sindacalisti rincarano la dose contro l’assessore alla Salute: «Le dichiarazioni di un fantomatico via libera ai concorsi, sono pertanto false, inopportune e contrastano con i più elementari principi di confronto sindacale».   La Fp Cgil chiede quindi a Lucia Borsellino di impegnarsi seriamente per onorare le promesse fatte, per migliorare il servizio sanitario regionale e le condizioni di lavoro in sanità e per garantire il rispetto del confronto sindacale, oppure di trarne le dovute conseguenze. «Nessun dirigente può più scegliere, in solitudine ed in autonomia, il futuro delle aziende sanitarie e della salute dei cittadini, e sostituirsi ai soggetti che istituzionalmente e contrattualmente devono essere coinvolti - sottolineano Palazzotto, Costa e Tusa - l’atteggiamento assunto dall’assessorato, oltre che essere irrispettoso, delegittima le organizzazioni sindacali e si configura come comportamento antisindacale».   E come al solito si scatena negli ambienti la “ridda” di numeri per quanto riguarda i posti in palio. Si parla di 1.400, 2.000, 3000 ed anche di 5.000 posti per i “camici bianchi”. Sarà vero? Oppure si tratta di mera propaganda per illudere centinaia di giovani medici ancora oggi occupati negli ospedali con contratti a progetto o a tempo determinato?   Intanto anche la Cisl è scesa in campo per affrontare il futuro della sanità siciliana. Il segretario confederale Maurizio Bernava: «Abbiamo saputo che il governo Renzi vuole tagliare ancora la spesa sanitaria in rapporto al Pil. Si tratterebbe di un vero e proprio massacro. E in Sicilia, l’assessore Borsellino ci è sempre apparsa più impaurita che convinta delle scelte».   Gli fa eco il segretario segretario regionale Mimmo Milazzo: «La vera scommessa della sanità siciliana non è quella di tagliare indiscriminatamente, ma di riqualificare la spesa. Individuare, cioè, le vere sacche delle spreco e intervenire. Non a caso abbiamo caldeggiato a lungo l’istituzione della Centrale unica degli acquisti, che è approdata in Finanziaria. Adesso porteremo avanti dei monitoraggi nei territori, e a novembre ci presenteremo all’assessore Borsellino con dati, racconti e una fotografia fedele dello “stato di salute” della sanità».   Nel frattempo domani in giunta dovrebbe essere affrontato anche il tema della nomina del nuovo dirigente generale dell’Osservatorio Epidemiologico. Il direttore uscente, Ignazio Tozzo ha concluso il suo mandato lo scorso 17 giugno e adesso si pensa alla successione o alla sua riconferma. Secondo alcuni “rumors” che circolano da giorni nei corridoi dell’assessorato alla Salute e non solo, si farebbe un nome su tutti: quello di Salvo Requirez, dirigente dello stesso assessorato e stretto collaboratore dello stesso Tozzo e che verrebbe chiamato da Lucia Borsellino a dirigere il Dipartimento che rappresenta l’evoluzione organizzativa e di sistema delle competenze svolte nel precedente assetto dai soppressi Ispettorati sanitario e veterinario. Si tratta di una vera candidatura o, come spesso accade in questi casi si fa il nome per essere “bruciato” per poi uscire dal cilindro un altro nome a sorpresa?   Di rotazioni alla sanità si parla sin dai tempi della vicenda che vedeva protagonista la clinica “Humanitas” con la revoca che si rese necessaria dell’autorizzazione da parte della Regione per la realizzazione di un centro oncologico a Misterbianco.

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