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Palermo, Pantheon stracolmo per traslazione salma di Falcone

Palermo, Pantheon stracolmo per traslazione salma di Falcone

Ma c’è stato spazio anche per le polemiche dopo che il M5 si era detto contratrio «a separare Giovanni dalla moglie». Maria Falcone: «Non hanno il diritto di criticare, abbiamo voluto prvilegiare la sua figura pubblica, Giovanni è di tutti»
Palermo, Pantheon stracolmo per traslazione salma di Falcone
PALERMO - Pantheon di Palermo stracolmo per la cerimonia dello svelamento della sepoltura di Giovanni Falcone. In prima fila le sorelle del magistrato ucciso nella strage di Capaci, Anna e Maria, ma anche il Presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, il Sindaco Leoluca Orlando, il Procuratore di Palermo Franco Lo Voi, il Prefetto Francesca Cannizzo, per la Regione l’assessore Nino Caleca oltre a autorità civili militari. Nelle altre file c’erano anche Tina Montinaro, vedova di Antonio Montinaro, l’agente di scorta di Falcone, l’ex giudice Giuseppe Ayala, ma anche il Presidente Finmeccanica Gianni De Gennaro, molto amico di Falcone ai tempi della Dia. E poi Giovanni Paparcuri, sopravvissuto alla strage Chinnici. Centinaia i palermitani presenti nella chiesa San Domenico per lo svelamento del drappo. C’era anche Lucia Borsellino, la figlia di Paolo Borsellino, il Giudice ucciso nella strage di via D’Amelio il 19 luglio 1992. Ci sarà anche il suo nome sulla targa accanto alla lapide che da oggi sarà nel Pantheon degli uomini illustri della Sicilia. Seduti nelle prime file anche il vicepresidente dell’Antimafia Claudio Fava, i procuratori di Palermo Franco Lo Voi, di Caltanissetta Sergio Lari e di Catania Giovanni Salvi. Presente anche il direttore della Dia nazionale, il Generale Nunzio Ferla, oltre al capo della Dia di Palermo Riccardo Sciuto, il comandante regionale della Finanza Generale Ignazio Gibilaro, il comandante interregionale dei Carabinieri Generale Riccardo Amato, quello regionale Giuseppe Governale è quello provinciale colonnello Giuseppe De Riggi, oltre al Questore di Palermo Guido Longo e altre autorità civili e militari.   «Oggi è una giornata di grande commozione, trovarmi dopo 23 anni con la Tomba di Giovanni nel Pantheon degli uomini illustri di Sicilia» ha detto Maria Falcone alla cerimonia. «E nello stesso tempo una giornata di speranza perché la presenza di mio fratello qui significherà che bisogna continuare la lotta alla mafia per vincerla definitivamente - ha detto - Vedere la chiesa così piena e un buon segnale. Io non l’ho detto a nessuno ma questo dimostra che popolo è quello palermitano».   Ma c’è stato spazio anche per le polemiche dopo che stamattina I parlamentari Cinque Stelle della Commissione Antimafia si erano detti contrari a «separare Giovanni dalla moglie Francesca». «Ci sembra una cattiveria senza senso - aveva detto il senatore Mario Michele Giarrusso, componente della Commissione parlamentare Antimafia - crediamo che la salma di Falcone dovesse rimanere nella cappella di famiglia».   «Non capisco come qualcuno si possa arrogare il diritto di essere d’accordo o no sulla traslazione della salma di Giovanni al Pantheon, è una scelta che spetta solo alla famiglia e a nessun altro» è stata la risposta di Maria Falcone. «La mia famiglia ha scelto di portarlo qui al Pantheon privilegiando la figura pubblica di Giovanni - dice - tra 50 anni non ci saremo più ma lui sarà qui per sempre». «I Borsellino non hanno voluto trasferire la salma di Paolo qui al Pantheon, ognuno fa le sue scelte. Io ho privilegiato la figura pubblica perché Giovanni non è solo della famiglia ma di tutti gli italiani», ha concluso Maria Falcone.

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