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A Catania la base FrontexIl direttore Leggeri: «Via da luglio»

A Catania la base Frontex Il direttore Leggeri: «Via da luglio»

Il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, ha visitato oggi a Catania la base che ospiterà la task force regionale dell’Agenzia europea / VISITA ALLA PESCHERIA VIDEO / LA FIRMA DEGLI ACCORDI

A Catania la base Frontex Il direttore Leggeri: «Via da luglio»

Il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri, ha visitato oggi a Catania la base che ospiterà la task force regionale dell’Agenzia europea. Con lui Giovanni Pinto, direttore dell’Immigrazione del Viminale, e il vice capo di Europol responsabile per la polizia di frontiera, Wil van Gemert. Leggeri ha firmato documenti relativi alle intese con il ministero dell’Interno e il Comune di Catania per l’uso dei locali dove avrà sede il coordinamento tra le varie Agenzie europee con competenze sul fenomeno dell’immigrazione, Frontex, Europol, Easo e Eurojust, e della task force regionale.

LA VISITA ALLA PESCHERIA: IL VIDEO / LA FIRMA DEGLI ACCORDi: IL VIDEO

«Lo scopo della task force - ha detto Leggeri – è di portare le Agenzie più vicine all’area maggiormente interessata da sproporzionati flussi migratori. Frontex resterà in Italia per tutto il tempo che sarà necessario». La task force fornirà anche supporto logistico e operativo all’operazione Triton. Sarà inizialmente composta da quattro ufficiali che lavoreranno come collegamento con le autorità italiane coinvolte nel coordinamento, nelle attività di intelligence e nell’azione di contrasto del traffico di esseri umani. «Catania – ha detto il sindaco Enzo Bianco – ha vinto una grande battaglia dopo avere affrontato generosamente uno dei più grandi drammi dell’Umanità». Di stanza a Catania ci saranno 18 pattugliatori, quattro aerei, due elicotteri e le squadre dei rappresentanti che conducono le interviste con i migranti.

 

A Palazzo degli elefanti con il direttore esecutivo di Frontex Fabrice Leggeri è stata firmata la cessione di alcuni locali nel monastero di Santa Chiara. L’ufficio si chiamerà Eurtf, acronimo che sta per Unione europea task force regionale, e aprirà alla fine di luglio proprio nel monastero di Santa Chiara, edificio settecentesco in restauro anche per quanto riguarda le norme antisismiche. Erano presenti anche il vicedirettore di Europol Will Van Gemer, il prefetto di Catania Maria Guia Federico, il questore Marcello Cardona, il comandante provinciale dei Carabinieri Alessandro Casarsa e per la Guardia di Finanza il comandante generale Gibilaro, il colonnello Roberto Manna e il colonnello pilota Joselito Minuto. Erano inoltre presenti per Frontex Klaus Roesler, direttore della Divisione Operazioni, Philippe Andrieux, executive advisor, Miguel Nicolau, operational officer e Izabella Cooper, spokeperson. Per il Ministero dell’Interno c’erano Vittorio Pisani, direttore del Servizio Immigrazione, Carlo Verdiglione della Direzione Centrale della Polizia Criminale e Antonio Montanaro della Direzione Centrale della Polizia Criminale.

 

«Il mio desiderio - ha concluso Bianco - di avere un ufficio operativo qui a Catania finalmente si è realizzato. E non ci sarà soltanto Frontex ma anche Europol e altre strutture coordinate come Eurojust e Easo, in modo da far giungere a Bruxelles chiare indicazioni sulle iniziative da intraprendere per fronteggiare la situazione. Nel Monastero avrete a disposizione uno spazio di 600 metri quadrati nel cuore di una città antica e operosa che è felice di accogliervi: qui vi sentirete a casa vostra». «La Task force di Catania - ha detto Leggeri - rappresenta per Frontex un grande passo in avanti, un nuovo inizio sulla via della cooperazione. A Catania saremo più vicini alle autorità locali e avremo a disposizione 18 pattugliatori, quattro aerei, due elicotteri e inoltre le squadre di nostri rappresentanti che conducono le interviste con i migranti per raccogliere dati sulle reti dei trafficanti».

 

Anche Van Gemer di Europol, agenzia che a Catania impiegherà due persone, ha sottolineato l’importanza della presenza nella città etnea soprattutto sul piano della logistica. E il prefetto Giovanni Pinto ha affermato che «Le autorità italiane potranno avere un’importante assistenza dalla presenza di diverse agenzie che operano in un’unica piattaforma di così complessa architettura». Bianco ha ricordato come già nel febbraio del 2001, quando era ministro dell’Interno, Catania ospitò un incontro bilaterale con l’allora commissario Ue, il portoghese Antonio Vitorino, e si parlò di politiche europee per l’immigrazione e della creazione di una polizia delle frontiere europee.

 

«Ieri - ha detto Bianco - ho incontrato il presidente Renzi che ha confermato come la questione dei migranti debba essere affrontata in chiave europea. Qui a Catania abbiamo operato con grande spirito di collaborazione tra enti locali, forze di polizia, volontariato, istituzioni. Ecco perché la decisione di aprire un ufficio operativo di Frontex a Catania è stata accolta con notevole entusiasmo. Così sentiamo l’Europa più vicina e potremo svolgere meglio la nostra funzione». Dopo un incontro con i giornalisti, Leggeri ha firmato il libro d’onore di Catania lasciando un messaggio di ringraziamento alla città sottolineando che l’apertura della sede etnea rappresenta un «grande onore e soprattutto un grande passo avanti per sostenere l’Italia nel fronteggiare il flusso dei migranti».

 

Il gruppo si è poi spostato nel monastero di Santa Chiara per un sopralluogo all’immobile che è stato molto apprezzato. Nel tornare verso Palazzo degli elefanti il sindaco ha proposto a tutti una passeggiata attraverso la Pescheria, uno dei mercati storici di Catania. Leggeri e gli altri esponenti delle organizzazioni hanno mostrato di aver apprezzato molto il variopinto e pittoresco mercato.

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