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Catania, Cosentino: «Io non c’entro nulla

Catania, Cosentino: «Io non c’entro nulla Se Pulvirenti ha fatto combine è un folle»

Concluso anche l'interrogatorio del presidente. Impellizeri non risponde

L'ad della società respinge le accuse. Impellizzeri non risponde al Gip

Catania, Cosentino: «Io non c’entro nulla Se Pulvirenti ha fatto combine è un folle»

CATANIA – L’agente di scommesse Gianluca Impellizzeri che si avvale della facoltà di non rispondere, l’ad del Catania che respinge tutte le accuse e accolla al presidente Pulvirenti le presunte combine, il n. 1 rossazzurro è che ammette tutto. E’ questa la situazione degli indagati eccellenti dell’inchiesta “I treni del gol” al primo interrogatorio dopo l’arresto della settimana scorsa per truffa e frode sportiva. Un ingente presidio delle forze dell’ordine, con polizia di Stato, Digos, reparto celere e carabinieri è stato disposto attorno al palazzo di giustizia di Catania dove sono cominciati gli interrogatori di garanzia delle sette persone arrestate. Il dispiegamento delle forze dell’ordine è stato attuato in via preventiva nel timore della presenza dei tifosi del Catania e di loro possibili contestazioni nei confronti degli indagati. Ma nessun ultrà si è presentato a Piazza Verga. Dove invece, accompagnati dai loro legali, si sono presentati il presidente Antonino Pulvirenti, l’amministratore delegato Pablo Cosentino e l’agente di scommesse Gianluca Impellizzeri per essere interrogati dal gip Fabio Digiacomo alla presenza del pm Andrea Sorrentino.   

 

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Impellizzeri, come detto, si è avvalso della facoltà di non rispondere, Cosentino ha detto invece di non sapere «nulla delle combine». L’ad rossazzurro ha affermato: «Sono estraneo a tutti i fatti che mi contestate, se lo avessi fatto sarei stato un folle e se lo ha fatto Pulvirenti è un folle lui». «Non conosco nessuno degli altri indagati – ha aggiunto – tranne Delli Carri col quale avevo rapporti di lavoro». Durante l’interrogatorio Cosentino ha respinto tutte le accuse e ha spiegato: «Se questo fatto fosse vero sarebbe tutto l’opposto di quello che ho sempre fatto per il Catania – ha detto – non avrei fatto una campagna acquisti a gennaio dispendiosa per potenziare la squadra, sarebbe veramente tutto contro quello che era il mio obiettivo: fare un club forte per vincere il campionato. Se avessi tentato di comprare delle partite – ha osservato – sarei stato un folle, e se Pulvirenti lo ha fatto è un folle».  

 

Cosentino ha ribadito al gip di essersi già dimesso da ogni incarico dal calcio Catania e che domani gli scade il contratto con la società che non rinnoverà e spera di potere tornare presto la proprio Paese. Pablo Cosentino ha già lasciato il palazzo di giustizia accompagnato da suo legale l’avvocato Carmelo Peluso.

 

Subito dopo, intorno alle 11, è cominciato anche l'interrogatorio del presidente Pulvirenti: è durato circa un'ora e mezza e alle 12.45 l'indagato numero 1 dell'inchiesta ha lasciato anch'egli il Palazzo di Giustizia. Poco dopo è stato il procratore di Catania, Giovanni Salvi, a svelare che il n.1 rossazzurro aveva vuotato il sacco.

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