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Arresto Tutino, nelle intercettazioni spunta “il presidente”

Arresto Tutino, nelle intercettazioni spunta “il presidente”

Arresto Tutino, nelle intercettazioni spunta “il presidente”

PALERMO - «Sono un fuoriclasse, questo dà fastidio in Sicilia». Così, all’indomani della prima bufera su Villa Sofia, si autodefiniva il primario Matteo Tutino. Tirando dentro, nello sfrontato elogio della (presunta) superiorità professionale anche il commissario Giacomo Sampieri, «uno che è arrivato primo nella valutazione dei manager, per questo è stato scelto per ricoprire l’incarico». Due medici, due amici, un unico ingrato destino: «Siamo stati due che nell’azienda abbiamo dato fastidio per la nostra competenza», chiosava. E Sampieri, appena dimissionario poco prima che l’assessore Lucia Borsellino lo sospendesse, ricambiava con affetto: «Il mio rapporto d’amicizia con Tutino non muta, lo ritengo il miglior primario di chirurgia plastica della Sicilia».

 

Matteo e Giacomo. Due Crocetta-boys in corsia. Il primo, Tutino, talmente fidato da diventare il medico curante del presidente. Oltre che simbolo di una delle denunce-simbolo sulla manciugghia, l’esposto dello stesso Tutino nei confronti del predecessore Dario Sajeva. Segnalazione, precisò il gip Lorenzo Matassa, portate sul tavolo dei magistrati «dall’onorevole Rosario Crocetta». Vicende «più o meno strampalate, la cui rilevanza penale è sembrata dubbia sin dal principio», annotò Matassa. Il secondo, Sampieri, fortissimamente voluto a Villa Sofia, spin doctor del governatore nelle più delicate scelte in materia di sanità. «Sampieri è davvero bravo, Sampieri è bravissimo», andava ripetendo Crocetta - come un mantra persuasivo - nelle ore delle minacciate dimissioni dell’assessore Borsellino per il caso Nicole, quasi a voler lanciare la candidatura del manager.

 

Matteo e Giacomo. Componenti eletti del “cerchio magico” del governatore. E nelle 135 pagine di ordinanza aleggia anche il nome di Crocetta. Più volte. Il gip Francolino ricorda che Sampieri «risulta essere stato sempre pronto ad assecondare le richieste di Tutino». Per amicizia, certo. Ma anche per convenienza politica: «Può ritenersi che Sampieri tendesse a coltivare la propria relazione con il coindagato verosimilmente per le entrature politiche (al massimo livello dell’amministrazione regionale) che Tutino ha, per così dire, ostentato». Le stesse «entrature politiche» che condizionavano, oltre a Sampieri, anche l’ex direttore generale Maria Concetta Martorana, con «una sistematica capacità di incidere sugli altri due».

 

Sono quattro i colloqui fra Tutino e Sampieri, citati nell’ordinanza. Il primo, in cui viene fuori «il presidente», è del 18 novembre 2013.

 

Tutino: «Va bene, senti ma tu stai male se non mi senti?... ».

Sampieri: «Sì, sì, molto».

Tutino: «Ed io pure, di merda!... ».

Sampieri: «Molto, molto, difatti... ».

Tutino: «È che, e anche ho capito dal Presidente, cioè nessuno ti muoverà perché separarci significa... sarebbe come una... una separazione».

Sampieri: «Stupendo, stupendo... ».

Tutino: «Minchia... è meglio che mi separo da mia moglie!!! Ah, ah, ha (ride) ».

Sampieri: «C’è in gioco troppo! E lo sappiamo! E lo sappiamo, e lo sappiamo».

 

Nelle carte dell’inchiesta anche un passaggio che coinvolge il presidente della Regione come aspirante paziente. A pagina 53, infatti, si citano le dichiarazioni di Antonio Iacono, responsabile del Blocco operatorio e “Trauma Center”, raccolte. Ai pm palermitani racconta che tra febbraio e marzo 2013, durante l’assenza per malattia dell’interessato, «Tutino si impossessò arbitrariamente della stanza del facente funzione Sajeva» che «venne anche rimosso dall’incarico e sostituito da Mazzarese» come «direttore ad interim della Chirurgia plastica». E non solo: «Durante la reggenza di Mazzarese cominciarono ad affiorare sospetti su taluni interventi effettuati dal dottore Tutino, presumibilmente di natura estetica. In particolare si trattava di interventi di liposuzione effettuati da Tutino con l’apparecchio Bodyjet», lo stesso che nelle intercettazioni dei colloqui con i pazienti il primario promette di utilizzare con effetti miracolosi: «Ti definisco tutto il gluteo... te lo faccio brasiliano».

 

Tra i presunti operandi ci sarebbe il governatore: «Anche il presidente Crocetta era stato inserito da Tutino per un intervento in ospedale di lifting addominale, ciò accadeva tra marzo e aprile dello scorso anno e si sarebbe dovuto effettuare di domenica», racconta il testimone. Secondo Iacomo, per il presidente della Regione «si sarebbe dovuta inserire in cartella la diagnosi di obesità allo scopo di fare apparire l’intervento come funzionale» e «la dottoressa Martorana avrebbe dovuto poi avvalorare la diagnosi di obesità proposta da Tutino». Ma l’intervento non è mai avvenuto a Villa Sofia: «Io, tuttavia, appresa la cosa in ambito operatorio, qualche giorno prima dell’esecuzione - rivela Iacono - andai da Sampieri per segnalare la pericolosità della cosa e i problemi che ne sarebbero potuti scaturire. All’esito della mia segnalazione, l’intervento fu bloccato ma non so chi nello specifico si determinò per bloccarlo». Il lifting addominale sarebbe comunque stato effettuato in una struttura privata.

 

Circostanza confermata ieri sera anche dallo stesso Crocetta. Che, annunciando «querele e risarcimenti danni spaventosi» nei confronti di chi «scrive inesattezze» sull’intervento e sui rapporti con Tutino, ricostruisce: «Io avevo un paio di problemi, non riuscivo più a respirare, come accertato dai medici, avevo anche un alto livello di glicemia, per cui, siccome era da fare immediatamente un intervento me lo sono fatto a mie spese, con tanto di ricevuta e assegno, in una clinica di Palermo. Anche questa volta nessuno mi coglie in castagna».

 

Matteo e Giacomo. I quali, al di là di Crocetta, hanno un rapporto che, secondo il gip, è «strettissimo, di confidenza e di piena condivisione degli obiettivi in seno all’attività da svolgere nel nosocomio». C’è un secondo dialogo, il 24 novembre 2013, in cui il commissario annuncia al primario i suoi grandi progetti.

 

Sampieri: «Hai visto già con Mazzola e Sajeva... si sono tolti di mezzo... loro stessi... Iacono si toglierà di mezzo... abbiamo tutto il tempo davanti a noi... abbiamo i prossimi quattro anni per cambiare il mondo... non è che li dobbiamo cambiare ora... se facciamo... un errore adesso abbiamo bloccato tutte le possibilità future... invece dobbiamo essere sereni, tranquilli... gli altri si devono stressare... non noi. Secondo te la Martorana e la Faraoni... quando... uhm... si cambieranno tutti i direttori generali... la Faraoni non dovrà semplicemente essere riconfermata».

Tutino: «Ma io non capisco... loro... ».

Sampieri: «Uno di loro, Sajeva o Mazzola, volevano diventare primario... sei arrivato tu e gli hai levato il giocattolino... comunque questa settimana ti arriverà un’altra persona... ».

Tutino: «... Cuccia... ».

Sampieri: «Speriamo che si possa fare con lui. Con Cuccia non ti possono fare niente... tu sei il primario... loro sono altro e nessuno ti confronterà mai con nessun altro... stai sereno... te l’ho detto... la traquillità assoluta».

Tutino: «... in America uno come Iacono già l’avrebbero messo davanti alla porta... ».

Sampieri: «Io posso dare come penso che farò finito il tuo... periodo di insediamento... io ti voglio dare il Dipartimento... Matteo... ti voglio dare il Dipartimento!!!... perché ti voglio dare il Dipartimento, perché tu da direttore del Dipartimento avresti pieni poteri e li faresti filare tutti... ».

Tutino: «... eh aspettiamo».

 

Nel terzo colloquio, il 6 dicembre del 2013, si parla di “shopping” di informatica. Con procedure alquanto dubbie.

 

Sampieri: «... gioia mia, io qua ho una cosa, una cosa gioia mia, aggiudicazione computers Apple, stampante wireless, sei cases e sette monitor. Ma che stai facendo, corri? L’Olomedia non è autorizzata a dare niente... ».

Tutino: «... è un progetto sperimentale Gia».

Sampieri: «... aspetta... Matteo... gioia mia, il progetto sperimentale prevede che qualcuno lo autorizzi e qualcuno deve essere il direttore generale... ».

Tutino: «... sì te ne avevo parlato io e tu scurdasti!... ».

Sampieri: «... Matteo io su tutta questa cosa acquisti, tu sei tu e va benissimo ma hanno fatto una procedura di acquisizione di tablet e di altro, perciò tablet Galaxy Tab 3, wi-fi, memoria che motivo c’era del Tab 3 visto che ci sono quelli che costano molto meno??... ».

Tutino: «... ehm... Marsala mi ha detto che sono i migliori per queste cartelle e vanno ai medici del reparto e agli infermieri per potere informatizzare tutto e...».

Sampieri: «Sì... (incomprensibile)... ma la stampante? ».

Tutino: «... la stampante è sempre wireless... ».

Sampieri: «... la stampante, scusami, questi di qua, questi di qui sono tutti, tutti ehm dei... ehm... dei devices dei tablet... o delle altre cose che qualcuno deve autorizzare, non è possibile così!! Comunque non c’entra niente, questo è un altro discorso, per ora aspetta un attimo... ».

Sampieri: «... io ti voglio bene Matteo, però nel momento in cui io faccio passare una cosa del genere a te si scatena l’inferno!! E Matteo Tutino si può permettere tutto!! Se ne fotte dei pareri, se ne fotte del progetto e se ne fotte... ».

Tutino: «... no aspetta... no non me ne fotto».

Sampieri: «... allora portami il progetto, io gli metto, gli metto il timbro di autorizzazione... ».

 

Nell’ultimo dialogo, il 21 novembre 2013, il commissario annuncia al primario un “aiutino” «sul procedimento disciplinare con i Nas».

 

Tutino: «… ho urgenza di due medici perché siamo qua nella crisi totale…».

Sampieri: «… l’urgenza dei due medici gioia mia, ma non ho assolutamente la possibilità…».

Tutino: «… altrimenti devo chiudere il reparto.. dammi un consiglio…».

Sampieri: «… e allora l’unica cosa che si può fare è che eventualmente la mix surgery in questo momento possa anche venire sospesa, e si fa soltanto il servizio di guardia e tu mi comunichi che non sei in grado di fare eventualmente nessun intervento…».

Tutino: «… sospendo tutte le sedute operatorie…».

Sampieri: «… esatto esatto.. esatto per carenza di personale, la dott. ssa Sanfilippo che io ho già allertato e alla quale ho anche scritto, mi dice che non c’è possibilità di sostituire né il dott. Saieva né tantomeno il dott. Mazzola ehm… devo riuscire eventualmente ed è quello che voglio fare però non ci riesco… oggi sto lavorando per te sul procedimento disciplinare con i Nas».

Tutino: «… sì.. ».

Sampieri: «… e per me è fondamentale questo discorso… ehm… per congelare un posto in pianta organica ed eventualmente darti una.. ».

Tutino: «… sì va bene io ti faccio…».

Sampieri: «… non abbiamo altre possibilità… eh.. Matteo una cosa probabilmente ma non ne sono ancora sicuro, ti chiederò di rinunciare ai termini, tu rinuncerai ai termini!! Per…».

Tutino: «… per questo io ti direi di aspettare…».

Sampieri: «… no devo mandare una cosa ai Nas, però non.. non questa e non subito.. e una cosa.. dobbiamo parlare o una.. un promemoria che ancora non ho aperto del Commissario…».

Matteo e Giacomo. Due gemelli siamesi nello scandalo di Villa Sofia. Perché tanto «il presidente non permetterà che ci separino».

 

twitter: @MarioBarresi 

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