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Ragusa città a luci rosse: chiusa l’ennesima “casa di piacere”

Ragusa città a luci rosse: chiusa l’ennesima “casa di piacere”

E’ la sesta del 2015, mentre nel 2014 erano state quindici. Stavolta l’immobile è stato posto anche sotto sequestro preventivo: il proprietario è recidivo. All’interno due sudamericane esercitavano la prostituzione
Ragusa città a luci rosse: chiusa l’ennesima “casa di piacere”
RAGUSA – A giudicare dai numeri si direbbe proprio che Ragusa sia proprio una città a luci rosse. Ieri infatti l’ennesima casa di piacere è stata scoperta e sequestrata a Ragusa dalla polizia. E salgono così a sei le case d’appuntamento chiuse nel 2015. Nel 2014 ne sono state chiuse quindici. Ma questa volta il provvedimento è ancora più restrittivo: la casa non è stata solo chiusa, ma anche sequestrata. E sigilli resteranno fino a quando gli inquirenti non saranno sicuri che l’immobile non venga mai più utilizzato per l’esercizi della prostituzione, cosa che non permetterà al proprietario di tornare subito in possesso della casa.   Gli agenti aveva già avvisato il proprietario dell’immobile in via Schininà: si tratta di un 47enne di Ragusa che i poliziotti avevano segnalato a seguito di un controllo effettuato e dell’allontanamento delle prostitute che si trovavano all’interno. La Squadra Mobile è stata informata dai residenti che nella stessa casa dove era già stato effettuato un intervento era ricominciato il via vai di uomini. Il controllo da parte degli agenti ha permesso di verificare che all’interno c’erano due giovani sudamericane con regolare permesso di soggiorno rilasciato dalla Spagna. Le donne asserivano di non aver mai ricevuto alcuna intimazione dal desistere dal proprietario dell’immobile e che si prostituivano liberamente senza alcuna costrizione. La Procura della Repubblica di Ragusa, come detto, questa volta ha disposto di procedere al sequestro preventivo della casa.   All’interno dell’abitazione sono stati trovati i soliti “accessori” per ogni gusto sessuale: falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado–maso. Le indagini hanno potuto appurare anche il presunto giro d’affarri di questa ennesima casa del piacere: le “tariffe” per le prestazioni oscillavano da 50 a 200 euro, a seconda delle richieste dei clienti, ma potevano arrivare anche molto di più nel caso di sesso di gruppo.

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