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G7 di Taormina: dalle questure decine di divieti per antagonisti

A Catania sono 8 gli avvisi del questore già notificati e a Palermo invece dieci i divieti dimora per un anno nella provincia etnea.

G7 di Taormina: dalle questure decine di divieti per antagonisti

CATANIA - Avvisi del Questore, divieti di dimora e altri provvedimenti sono stati emessi per decine di antagonisti da questure siciliane e del centro e nord Italia per rispetto dell’ordine pubblico in vista del prossimo G7 di Taormina. Lo affermano una ventina di avvocati primi firmatari in un appello al «rispetto della Costituzione». A Catania sono 8 gli avvisi del questore già notificati e a Palermo invece dieci i divieti dimora per un anno nella provincia etnea.

 

«I dati destano ampie perplessità - affermano i penalisti - sono provvedimenti di natura amministrativa, posti in essere senza alcun controllo giurisdizionale, che limitano di fatto la libertà di cittadini. Adottati discrezionalmente, senza il vaglio della magistratura. In quanto avvocati e giuristi - scrivono i firmatari dell’appello - sentiamo il bisogno di esprimere la nostra più viva preoccupazione perché il tema in questione ha una portata più ampia della prossima manifestazione ed investe la tenuta democratica del Paese».

 

Nell’appello gli avvocati definiscono «inaccettabile che valutazioni discrezionali degli organi di polizia possano spingersi, in ragione di un’asserita preventiva tutela dell’ordine pubblico, fino al punto di comprimere senza controllo i diritti fondamentali della persona" e che «questo si traduca, come avviene, nella repressione preventiva di un legittimo dissenso politico».

 

Per i penalisti firmatari dell’appello «il grave e concreto pericolo che al momento esiste è quindi l’interruzione dell’ordinarietà giuridica» e la «limitazione dell’agibilità politica di chi ha espresso opinioni diverse da quelle di chi esercita il potere».
«Per il rispetto e la salvaguardia dei principi Costituzionali - scrivono gli avvocati nel loro appello - chiediamo a tutti gli attori sociali democratici, e in particolare alla stampa, di esercitare tutta la critica necessaria perché possa ristabilirsi l’equilibrio del diritto. Il rischio di un punto di non ritorno è davvero prossimo. Noi, dal canto nostro - concludono - faremo la nostra parte e chiediamo a tutti e a tutte di fare altrettanto».

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