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L’Ars approva modifica ddlappalti pubblici e centri storici

L’Ars approva modifica ddl appalti pubblici e centri storici

Con la legge che modifica i criteri di assegnazione degli appalti pubblici in Sicilia si introduce una variabile che intende impedire dati statistici indicativi

L’Ars approva modifica ddl appalti pubblici e centri storici

L‘Assemblea regionale siciliana ha approvato la riforma degli appalti, con 46 voti a favore, un contrario e un astenuto. «Con questa legge abbiamo tentato di sottrarre le imprese siciliane dalla tagliola degli eccessivi ribassi d‘asta. Una pratica che spesso impedisce di completare i lavori appaltati nel rispetto delle norme a tutela dei lavoratori dipendenti», commentano i deputati del gruppo Lista Musumeci. «Sul piano politico, va sottolineata sul tema la divergente interpretazione del governo rispetto a quella del Partito democratico, segno evidente del clima di incertezza che si vive all‘interno della sfilacciata maggioranza di centrosinistra», concludono. «Abbiamo approvato un importante disegno di legge, non solo per i contenuti ma anche per la condivisione politica che ha trovato». Lo afferma Mimmo Turano, capogruppo dell’Udc all’Ars e relatore del ddl che riforma il sistema degli appalti approvato a Sala d’Ercole. «Con questa norma - continua il presidente dei deputati centristi - metteremo nelle condizioni gli imprenditori di operare e di sopravvivere andando a colpire i ribassi a livelli insostenibili nonché pericolose infiltrazioni mafiose». «La nuova normativa prevede anche - osserva - l’introduzione di una variabile di casualità che dovrebbe rendere difficile, se non impossibile, la formazione di accordi preventivi dei partecipanti alla gara finalizzati all’aggiudicazione fraudolenta delle stesse», conclude il capogruppo dello scudocrociato.   «È enorme la soddisfazione del Movimento 5 Stelle per l’approvazione a Sala d’Ercole del ddl, sulla riforma degli appalti pubblici». Lo dice il deputato Cinquestelle Sergio Tancredi, primo firmatario del testo che «salverà imprenditori e siciliani dal blocco continuo degli appalti pubblici, pratica frequente a causa degli eccessivi ribassi che impedivano il completamento delle opere nella nostra regione».   Con 51 voti a favore e nessun voto contrario, l’Ars ha approvato anche il disegno di legge sui centri storici, il cui articolato era già stato approvato la scorsa settimana. Entro otto mesi dalla pubblicazione della legge i Comuni avranno l’obbligo di dotarsi dello studio di dettaglio, così come previsto dall’articolo 3, che prevede, tra gli altri, due strumenti innovativi nella legislazione siciliana: la ristrutturazione edilizia con modifica di sagoma e la ristrutturazione urbanistica.

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