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Da Mineo al Calcio Catania il procuratore Salvi all’Antimafia

Da Mineo al Calcio Catania il procuratore Salvi all’Antimafia

Il capo della Procura etnea ascoltato a Roma dalla Commissione Antimafia sulle inchieste più recenti: annuncia sviluppi su “I treni del gol” ed esclude infiltrazioni mafiose al Cara
Da Mineo al Calcio Catania il procuratore Salvi all’Antimafia
ROMA - Il procuratore di Catania Giovanni Salvi è stato ascoltato ieri pomeriggio a Roma dalla Commissione parlamentare Antimafia su alcune delle inchiesta della magistratura etnea, prima fra tutte quelle sugli appalti del Cara di Mineo e quella su “I treni del gol” che ha coinvolto il Calcio Catania. Da quel poco che è trapelato, Salvi avrebbe detto che al momento «non emergono interessi a un condizionamento diretto delle attività (del Cara di Mineo ndr) da parte di organizzazioni criminali», mentre «emergono interessi a trarre profitto dal grande flusso di denaro pubblico». Salvi avrebbe spiegato che «I tempi di questo lavoro di indagine non sono brevi, anche perchè abbiamo abbiamo acquisito molto materiale, anche grazie a quello trasmesso dalla Procura di Roma e altro ottenuto attraverso perquisizioni. Su questo dobbiamo lavorare».   Il procuratore Salvi ha parlato di due profili di indagine: «Uno che riguarda la gestione degli appalti che individuano Mineo come luogo in cui costruire il Cara». L’altro è quello relativo alla fase di gestione «che determina una serie di effetti a catena che riguardano non più Catania ma Caltagirone». «A seguito delle perquisizioni e degli atti ulteriori che stiamo compiendo, anche questi aspetti - ha chiarito Salvi - si ricollegano con i primi nel delineare che molte delle attività portano alla finalizzazione del consenso elettorale».   Sull’inchiesta “I treni del gol” - finita all’Antimafia probabilmete per le infiltrazioni della criminalità nel mondo del calcioscommesse - Salvi ha spiegato che l’attenzione della Procura della Repubblica di Catania si è concentrata «su 5-6 partite e su questo vogliamo concludere. Abbiamo raccolto materiale che va sviluppato. Ma questo processo si concluderà rapidamente, abbiamo un buon materiale probatorio». Ma il procuratore di Catania ha anche aggiunto che «ci saranno altri sviluppi sulla base del materiale raccolto, delle intercettazioni e di quanto sequestrato».

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