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Antonino Zichichi: “Ma quale Crocetta

Antonino Zichichi: “Ma quale Crocetta Io sto ancora cercando il super mondo”

Intervista al grande scienziato che torna a rilanciare il nucleare

Antonino Zichichi: “Ma quale Crocetta Io sto ancora cercando il super mondo”

Antonio Zichichi, 86 anni a ottobre, è a Ginevra a inseguire emergenze planetarie. La sua esperienza come assessore regionale ai Beni culturali nella Giunta Crocetta è durata poco. Eppure, assieme a Franco Battiato assessore al Turismo, era una bella esperienza della fantasia al potere.

– Perché è durata così poco?

«Io l’avevo detto a Crocetta che non volevo fare politica. Io facevo progetti, infatti non ho mai firmato nessuna carta. E siccome questi progetti non andavano avanti, me ne sono andato senza rancore. Crocetta è furbo, un personaggio di notevole spessore, ed era riuscito a convincermi di lasciare Ginevra ed Erice. Mi aveva detto: vieni a Palermo per dare una mano alla Sicilia. E io che potevo fare? Ho detto di sì».

 

– Nei pochi mesi in cui sei stato assessore, quali progetti volevi portare avanti?

«La Sicilia può diventare patrimonio mondiale dell’Umanità come io dimostro con il progetto Archimede. Se il governo Crocetta fosse stato un governo serio avrebbe visto come priorità assoluta il progetto Archimede. Se noi siciliani non difendiamo la Sicilia culturalmente, storicamente e civilmente come possiamo sperare che lo facciano altri? Noi siamo al centro della civiltà moderna grazie ad Archimede e a tutti coloro che sono stati al massimo livello nella civiltà in cui siamo immersi».

 

– Cosa prevedeva il progetto Archimede?

«Intanto esaltare il genio intitolando a lui tutte le piazze più belle di tutte le città siciliane. Archimede ha dimostrato che la civiltà è nata a casa nostra. Faccio un solo esempio. Tutte le civiltà usavano le navi, ma nessuno aveva capito perché le navi non affondano. E non affondano perché ricevono una spinta dal basso verso l’alto uguale al volume dell’acqua spostata. Prima non l’aveva capito nessuno. Archimede è stato poi il primo scienziato al mondo ad avere inventato il calcolo esponenziale (me l’ha spiegato, ma io sono bisticciato con i numeri, ndr). Fu lui che disse: datemi un punto fisso e vi solleverò il mondo. Aveva capito che tutto ciò che esiste si muove, il mondo si muove a un milione di chilometri l’ora per cui un viaggio Catania–New York dura meno di un minuto». Datemi un passaggio.

 

– L’hai più sentito Crocetta?

«Ma no, io non ho tempo da perdere, sono impegnato nella ricerca del sovramondo». Meglio non farselo spiegare.

 

– Come giudichi oggi la situazione siciliana?

«Non lo so, sono lontano, non ci capisco nulla, vedo che c’è molta confusione e troppe rotture di strade e ponti». Il fatto è che Crocetta è solo contro tutti, quelli del suo partito non lo volevano perché gay e gli hanno fatto la guerra fin dall’inizio. E figuriamoci l’opposizione. Ma il governo casca?.

 

- No, non casca perché nessuno ha interesse a farlo cascare. Sarebbe un salto nel buio per tutti i 90 deputati regionali che diventerebbero 70.

«Io sono fuori e non conosco la situazione, ma mi dispiace per lui che è una persona coraggiosa. Il fatto importante è che la Sicilia avrebbe bisogno di voltare pagina perché, ripeto, ha tutti i numeri per diventare patrimonio mondiale dell’umanità. Nella nostra Sicilia sono venute 27 civiltà, in nessuna zona del mondo è successo questo. E per arrivare da noi usavano tutti i mezzi, a piedi, a cavallo, con le navi. Ora la storia si sta ripetendo con le migrazioni. La Sicilia ha bisogno di un grande uomo, siciliano, che volti pagina e la riporti all’attenzione del mondo».

 

– In questo quadro di una Sicilia nuova il Ponte sullo Stretto di Messina si collocherebbe bene?

«Sì, ma non ha priorità. La Sicilia ha altre priorità, la Sicilia dovrebbe fare una scala di queste priorità. Una di queste la dico subito (e si riferisce ad alcuni anni fa, quando si parlava di un’Isola nuclearizzata, ndr): la Sicilia potrebbe dimostrare al mondo di essere in grado di avere centrali nucleari sicure in mano alla vera grande scienza. Il Progetto Manhattan di cui nessuno più parla è la prova che la tecnologia nucleare è la più sicura al mondo. In cinque anni, dal 1940 al 1945 – e nel 1940 la parola nucleare non esisteva – dal nulla si passa al fuoco nucleare di pace con i reattori e al fuoco nucleare di guerra con le bombe senza mai un incidente. Io ho conosciuto tutti i membri del Progetto Manhattan, e loro si chiedevano cosa poteva succedere in futuro quando questa tecnologia fosse finita in mano a incompetenti. L’energia nucleare ti regala enormi opportunità. Invece di un milione di litri di benzina basta un chilo di uranio. Avere l’energia e saperla gestire è fondamentale. Il vero nemico del progresso è la raccomandazione politica che non premia il merito».

 

– Arrivederci. Quanti anni hai adesso?

«Venticinque». E fa una gran risata.

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