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Pozzallo, arrestati sette scafisti”Minacciavano migranti coi coltelli”

Pozzallo, arrestati sette scafisti ”Minacciavano migranti coi coltelli”

La Squadra mobile ha arrestato l’equipaggio che ha condotto un barcone di legno soccorso nel Canale di Sicilia. Per loro pagamento “salvo arresto” / VIDEO

Pozzallo, arrestati sette scafisti ”Minacciavano migranti coi coltelli”

Sono sette gli scafisti, di età compresa tra i 30 e i 22 anni, fermati a Pozzallo dalla Squadra Mobile di Ragusa. Si tratta dei presunti conduttori del barcone in legno di circa 16 metri, con scarse condizioni di galleggiabilità e occupato da circa 276 persone soccorso giovedì da nave Chimera della Marina Militare Italiana. I migranti sono stati tutti trasbordati e tratti in salvo (267 uomini e 9 donne).

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Le indagini sono state condotte della Squadra Mobile di Ragusa. I poliziotti appena saliti a bordo della nave soccorritrice avevano subito capito che c’era qualcosa di diverso rispetto agli altri sbarchi. A bordo vi erano migranti provenienti da almeno 15 paesi diversi e tutti molto distanti tra loro. Tra essi diversi marocchini presenti, tunisini ed un gruppo di libici che sin da subito destava sospetti. E’ stato il comandante a confessare tutto affermando che il pagamento sarebbe avvenuto una volta concluso il viaggio, ovvero quando in Italia, quindi con la clausola “salvo arresto”: 3.000 dollari ed un piccolo anticipo prima della partenza.

 

Per la prima volta – ha spiegato il dirigente della Mobile di Ragusa Antonino Ciavola – si registra uno sbarco con equipaggio misto con una forte presenza di cittadini libici che per sviare le indagini hanno falsamente dichiarato di essere marocchini. L’equipaggio durante la traversata era armato di coltelli e cacciaviti: “Quando qualcuno di noi si alzava per provare a trovare una posizione più comoda veniva subito minacciato con il coltello; ho visto un libico che puntava il coltello alla gola di un siriano che voleva mettersi accanto alla sua famiglia; erano tutti armati e ci dicevano di non muoverci per non fare affondare la barca fatiscente sulla quale viaggiavamo; quando è passato un elicottero sopra noi, hanno costretto un pakistano e mettersi al timone ma lui non c’entra nulla”. Il business è sempre l’obiettivo principale dei libici, 2.000 dollari a passeggero in media, ovvero circa mezzo milione complessivamente per gli organizzatori.

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