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Ato rifiuti, così la Sicilia ha sprecato 1,8 miliardi

Ato rifiuti, così la Sicilia ha sprecato 1,8 miliardi

Ato rifiuti, così la Sicilia ha sprecato 1,8 miliardi

Proroga dopo proroga, la Regione non è ancora riuscita ad archiviare la fallimentare esperienza degli Ato rifiuti. Una gestione che nell’ultimo decennio, va ricordato, ha “inghiottito” qualcosa come 1,8 miliardi di euro. Soldi pubblici, ovvero dei cittadini siciliani, buttati – è proprio il caso di dirlo – nella pattumiera. Ma la crisi del settore rifiuti non è solo finanziaria: esiste un problema relativo all’impiantistica. Né il governo di Raffaele Lombardo né quello attualmente guidato da Rosario Crocetta sono riusciti a trovare un’alternativa alle discariche.

CAOS RIFIUTI: LA NUOVA PROROGA FIRMATA DALLA REGIONE

La raccolta differenziata è ferma a livelli imbarazzanti; gli impianti di compostaggio sono pochi e soprattutto lavorano a scartamento ridotto, in assenza di rifiuti separati da trattare. La destinazione finale dell’immondizia prodotta dai siciliani, circa 6mila tonnellate al giorno, è sempre una sola: la discarica. Risultato? L’Isola “affoga” nei rifiuti. Una situazione di perenne emergenza che alimenta una serie di paradossi. Su tutti quello delle discariche dichiarate fuorilegge dalla Regione (vedi Misterbianco), che però la stessa Regione – in mancanza di strutture in cui smaltire la spazzatura – continua a tenere aperte. Sul trattamento dei rifiuti e il conferimento in discarica, inoltre, la Sicilia rischia pesanti multe dall’Ue.

È recente la denuncia del Movimento Cinque Stelle, secondo cui «lo stesso governo regionale ha ammesso che solo il 40% dei rifiuti siciliani viene trattato a norma legge, mentre il resto finisce in discarica con enormi danni ambientali e connessi costi per la collettività». Le responsabilità della classe dirigente siciliana, politica e burocratica, sono sotto gli occhi di tutti. Inutile sprecare altre parole. Troppo si è detto, poco si è fatto. Tecnici qualificati e addetti ai lavori, anche dalle colonne di questo giornale, hanno “suggerito” idee e correttivi per cambiare un sistema destinato ad implodere.

La politica ha fatto le sue scelte o, peggio ancora, ha deciso di non decidere. Guai però a scaricare tutte le responsabilità sui governanti, che sono comunque lo “specchio” della nostra società. Pure i cittadini dovrebbero “battersi il petto”: se in Sicilia l’evasione dei tributi sull’immondizia ha raggiunto soglie superiori alla media nazionale e se la differenziata è bloccata ad un misero 10%, la colpa è un po’ di tutti noi.

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