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Lite a sinistra: Pd e Arcigay divisi sul Catania Pride

Lite a sinistra: Pd e Arcigay divisi su Catania Pride

Il post polemico, e le successive scuse, del responsabile organizzazione dei Giovani Democratici Catania su facebook.

Lite a sinistra: Pd e Arcigay divisi su Catania Pride

CATANIA - «Ho riletto oggi con cura i commenti che hanno seguito le mie affermazioni in merito al “Catania Pride 2015”. Sento davvero l’esigenza di scusarmi per non aver compreso a fondo e non aver avuto l’accortezza di mettermi nei panni di chi criticavo. Mi scuso con chi combatte ogni giorno una battaglia che, anche se dalle mie parole in quel post si può stentare a credere, condivido e provo quotidianamente a sostenere». Si è conclusa con delle pubbliche scuse la polemica, trascinatasi per circa circa dieci giorni su facebook, tra il responsabile organizzazione dei “Giovani Democratici” Catania Bruno Guzzardi e “Arcigay Catania”, ente organizzatore del “Gay Pride” svoltosi in città lo scorso 4 luglio. 

 

A scatenare l’animata diatriba un post (visibile a tutti) pubblicato da Guzzardi il giorno successivo alla manifestazione. «Ho avuto modo di trovarmi in giro per il centro nei momenti che coincidevano con l’inizio e con la fine del “Pride” - ha scritto - e ho notato con grande tristezza che da piazza Cavour è partito una sorta di Carnevale di Rio, una sagra del trash da far impallidire Diprè e la Tommasi; mi sono allontanato disgustato perché da anni con tanti amici lotto affinché i diritti civili vengano riconosciuti a tutti, non perché la mia città diventi palcoscenico per certe ridicole ostentazioni».

 

L’intervento non è passato inosservato a molte persone, che hanno risposto con una nutrita serie di commenti, divisi tra favorevoli e contrari. C’è chi scrive: «io ho partecipato, ma per molti versi è stato una carnevalata» e chi, invece, risponde sarcasticamente: «se mi dici dove compri il tuo guardaroba inizio a vestirmi come te per normalizzarmi». In seguito alla polemica Filippo Alessandro Motta, presidente del comitato territoriale “Arcigay QueeRevolution Catania, Enna, Caltanissetta”, ha inviato una nota alla stampa. «I toni con cui si è espresso questo signore – spiega - sono offensivi, poiché paragona una libera manifestazione di democrazia alle tipologie del trash, confondendo peraltro alcuni aspetti goliardici, ma con un significato politico preciso, con le categorie dell’esibizione e del carnascialesco fine a se stesse».

 

In seguito a quanto scritto in uno dei commenti di Guzzardi, in cui parlava di una politica “volta a ottenere una reale normalizzazione quotidiana dell’amore”, Arcigay puntualizza: «noi non dobbiamo dimostrare di essere meritevoli di diritti attraverso comportamenti normalizzati: le donne non furono meno donne nel chiedere diritto il di voto». Inevitabile, poi, l’appunto sul mancato appoggio del Partito Democratico alla manifestazione: «contrariamente ad altre formazioni - continua la nota di Arcigay - il PD non ha aderito alla piattaforma politica ed è stato del tutto assente durante i quattro giorni della manifestazione».

 

In ogni caso le scuse di Guzzardi, giunte ieri sera, hanno placato gli animi. «Ho espresso le mie considerazioni in maniera poco felice – spiega - e con dei toni che, in un momento di rivendicazione come quello del pride, sono stati inopportuni. Mi permetto una ultima, piccola, considerazione. Ritengo profondamente triste la mancata adesione del PD etneo alla piattaforma del “Pride”: forse una maggior attenzione aiuterebbe tanti come me a capire di più e per tempo qualcosa di cui, vi assicuro, si conosce troppo poco e pure male».

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