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Catania, caos alle poste di via Etnea gente costretta a tornare l’indomani

Catania, caos alle poste di via Etnea gente costretta a tornare l’indomani

Catanesi esasperati per le lunghe code dopo la “razionalizzazione” dei servizi: «Personale insufficiente». ma dalle poste gettano acqua sul fuoco: «Il problema è temporaneo e viene amplificato dal periodo estivo»
Catania, caos alle poste di via Etnea gente costretta a tornare l’indomani
È mezzogiorno di lunedì 20 luglio. Se non fosse per l’aria condizionata, visto il caldo torrido di questi giorni, dentro l’ufficio postale non si respirerebbe affatto. Una folla spazientita attende con ansia il proprio turno. Sul display – unico – che campeggia in alto, sopra gli sportelli dedicati al “servizio di ritiro raccomandate inesitate” è indicato il numero 9. Il signore che viene servito si trova qui dall’apertura e quando va via il suo viso è un mix di trionfo e stanchezza, neanche fosse un eroe di ritorno da chissà quale impresa. Chi arriva ora, però, deve accontentarsi del tagliandino numero “72” e sperare che la fila riesca a scorrere abbastanza velocemente. Già, perché alle 14 il servizio viene interrotto e la priorità annullata: bisognerà ricominciare domani e sperare di essere più fortunati.   Benvenuti a Catania, dove dal primo di luglio, in nome della razionalizzazione aziendale di Poste Italiane, tutte le raccomandate “non esitate” convergono nell’ufficio di Via Etnea, in pieno centro storico. «Da giovedì – ci spiega Davide - vengo qui praticamente tutte le mattine. Ogni volta ho iniziato a fare la coda, ma non sono ancora riuscito a prendere la mia raccomandata. Spero che oggi sia la volta buona». Sabato, ci spiegano i presenti, per evitare che la gente rimanesse in coda per nulla, già alle undici hanno tolto i numeri, ma anche in questo modo si crea malcontento, perché non tutti possono arrivare qui alle nove.   In coda agli sportelli, servita da tre dipendenti affaccendatissimi nel tentativo di sbrigare quanti più clienti possibile, si trova una folla piuttosto eterogenea: giovani, anziani, lavoratori di ogni tipo, ma soprattutto dipendenti di studi legali, che inevitabilmente con le raccomandate lavorano moltissimo.   Tra questi incontriamo Mariano, che ci spiega come le poste di via Etnea siano diventate per lui quasi un ritrovo con i suoi colleghi. «Mi capita sempre più spesso d’incontrare altri avvocati, tutti costretti da questa situazione che, francamente, appare del tutto inopportuna. Sarebbe auspicabile che, almeno per quanto riguarda gli atti giudiziari e le raccomandate riferibili agli uffici legali, vi fosse uno sportello in un giorno dedicato, che al contempo decongestionerebbe questo. Aver convogliato tutto qui, invece, crea una gran confusione. In passato non era così, semplicemente ci si recava nella sede territorialmente più vicina al luogo dove la raccomandata era indirizzata e la si ritirava lì».   Ma cosa ha determinato questi cambiamenti organizzativi? Lo abbiamo chiesto alla “Responsabile Comunicazione Territoriale Sicilia di Poste Italiane” Maria Grazia Lala, che ci ha spiegato come il disagio sarebbe, a suo dire, solo temporaneo. «Nella razionalizzazione dei servizi si è scelto di dedicare degli sportelli solo alla consegna delle raccomandate inesitate. Ciò, di per sé, non influisce sull’efficienza. Semmai, il fatto è che nel periodo estivo, con molti destinatari in villeggiatura, è inevitabilmente aumentata la percentuale di corrispondenza a firma non recapitata».   In ogni caso, però, i disservizi, anche solo di tipo logistico, sono oggi sotto gli occhi di tutti e gli utenti inevitabilmente si lamentano. Qualcuno adduce la colpa ai postini, che consegnerebbero le inesitate prima ancora di citofonare, altri sottolineano come al di là dell’emergenza estiva la nuova soluzione sia penalizzante per coloro che vivono in periferia.   «La politica di accentramento – ci spiega Filippo, anche lui in coda per ritirare la sua raccomandata – è comune a un po’ tutte le aziende bancarie e postali. Personalmente non credo sia così malvagia, ma il problema è di tipo logistico: se prima era possibile ritirare la corrispondenza recandosi a piedi nell’ufficio dietro casa, ora si è costretti a cercare parcheggio qui in centro».   Oltre al danno, la beffa. Qualcuno dei dipendenti ha pensato di esporre davanti allo sportello un numero da chiamare per i reclami. «Quando ho provato a telefonare – racconta Loredana, anche lei in coda per la seconda volta in due giorni – non mi ha risposto nessuno. Avrei voluto chiedere spiegazioni e suggerire una migliore organizzazione, ma ciò non è stato possibile».

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