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La ricetta medica dematerializzata, in Sicilia funziona a singhiozzo

La ricetta medica dematerializzata, in Sicilia funziona a singhiozzo

E’ stata Introdotta un anno fa per tracciare l’operato dei medici e agevolare gli utenti
La ricetta medica dematerializzata, in Sicilia funziona a singhiozzo
PALERMO - La ricetta medica dematerializzata, introdotta un anno fa per tracciare l’operato di ciascun medico e agevolare gli utenti evitando loro ‘viaggi della speranza’ da una struttura sanitaria all’altra per esami e visite, in Sicilia funziona ‘a singhiozzo’: la usano i medici di base, mentre alcuni Ospedali e aziende sanitarie no perchè non sono attrezzati. A denunciarlo è l’Ordine dei Medici di Palermo, che questa mattina nella sede dell’ordine professionale a Palermo, ha organizzato un incontro sulla ricetta dematerializzata con i sindacati dei medici di base e ospedalieri.   «La ricetta dematerializzata stenta a partire - ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Salvatore Amato- Eppure è stata attivata un anno fa. Ciascun medico dovrebbe poter avere sul proprio pc notizie su ciascun paziente insieme alla possibilità di fare prescrizioni, ma ci sono ritardi nei sistemi telematici delle Aziende ospedaliere e talvolta delle aziende sanitarie. A differenza di ospedali e Asp, i medici di base, invece, sono attrezzati per fare le ricette on line».   «Questo comporta - ha aggiunto Amato - che le ricette che i medici di base trasmettono non si sa a chi vanno. Tranne nel caso delle farmacie, spesso non raggiungono gli ospedali». «Serve un coordinamento con la Regione - ha concluso - anche perche’ d’ora in poi per chi non si attiene sono previste sanzioni e quindi i medici avranno buste paga piu’ leggere». Per il segretario regionale della Fimmg Sicilia Luigi Galvano «non e’ possibile che un sistema basato sulle comunicazioni telematiche veda solo alcune categorie di medici impegnati e disposti a investire mentre altre non sono attrezzate». «Se vogliamo ottenere i migliori risultati possibili a basso costo - ha aggiunto - dobbiamo fare in modo che le informazioni che riguardano i pazienti possano essere condivise da tutti gli operatori della sanita’ per evitare sprechi, duplicazioni di indagine e vuoti assistenziali».   Per il dirigente dell’area flussi informativi dell’assessorato regionale alla Sanità Sergio Buffa «anche Regioni come Lombardia e Emilia hanno avuto difficolta’ ad entrare a regime». «Il livello di complessità - ha aggiunto - riguarda il coinvolgimento di oltre 20 mila operatori sanitari tra medici di base, ospedalieri e pediatri». «L’obiettivo è accompagnare tutti - ha aggiunto Buffa - è un percorso lento ma stiamo percorrendo una stata giusta: questo processo ha coinvolto il 70% dei medici di base e circa 10% degli ospedalieri e sono numeri importanti che fanno della Sicilia la prima regione in Italia per numero di prescrizioni e medici prescrittori».

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