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Sos fenicotteri rosa: l’Enel “innaffierà”

Sos fenicotteri rosa: l’Enel “innaffierà” le Saline di Priolo per salvare i pulcini

I pantani prosciugati dal caldo, a rischio la prima nidificazione

I pantani prosciugati dal caldo, a rischio la prima nidificazione
Sos fenicotteri rosa: l’Enel “innaffierà” le Saline di Priolo per salvare i pulcini
PRIOLO - Erano nati lo scorso mese di giugno, ed ora rischiavano di morire perché i pantani delle Saline di Priolo, a causa del gran caldo, si stavano prosciugando. Si tratta di 51 pulcini dei fenicotteri rosa che sono nati nella Riserva delle Saline di Priolo, gestite dalla Lipu (Lega italiana protezione uccelli). Ed è stata proprio la Lipu a lanciare l’sos, subito raccolto dall’amministrazione comunale. Il sindaco, Antonello Rizza, ha firmato un’ordinanza, urgente con la quale la centrale Enel, che confina con la Riserva naturale, è stata autorizzata a pompare acqua di mare all’interno delle saline, in maniera da riportare i livelli di sicurezza. La nidificazione di questi uccelli nelle Saline di Priolo si può definire storica, visti i vari tentativi fatti in precedenza, ma andati a vuoto, nella vicina Riserva di Vendicari. Quest’anno, invece, a Priolo c’è stato il “lieto evento” con la prima nidificazione in Sicilia, nei pantani di Priolo, dei bellissimi fenicotteri rosa.     I 51 pulcini fanno parte di una colonia formata da 220 esemplari di fenicotteri che si sono insediati la scorsa primavera ed hanno cominciato a nidificare deponendo le uova. Queste ultime hanno iniziato a schiudersi a inizio giugno. Ad oggi - come detto - sono 51 i pulcini nati. L’involo (ovvero il momento nel quale il pulcino ababndona il nido compiendo il suo pimo volo) è previsto per metà agosto. Ma i 51 pulcini rischiavano di non arrivarci a metà agosto, perché l’ondata di caldo di quest’ultimo periodo aveva ridotto notevolmente l’acqua nel loro habitat naturale e la colonia di fenicotteri rosa era apparsa agli esperti della Lipu allo stremo delle forze.     All’emergenza si farà fronte con l’intervento dell’Enel, che in esecuzione dell’ordinanza del sindaco, ha già predisposto le tubazioni fino al confine delle Saline. Non appena l’Arpa (Agenzia regionale protezione ambiente) darà il nulla osta, l’acqua di mare sarà riversata nel bacino delle Saline. Così, nel volgere di un paio di giorni, comincerà ad arrivare l’acqua fondamentale per la sopravvivenza dei fenicotteri. I piccoli fenicotteri, nelle attuali condizioni avrebbero avuto al massimo 15 giorni di vita.     «Le saline sono un sito di interesse nazionale ed europeo – dice il sindaco, Antonello Rizza – per disporre qualunque azione, di conseguenza, sarebbe stato necessario il nulla osta del ministero dell’Ambiente. Ma, vista l’emergenza, dopo avere interpellato la prefettura, che, comunque, si è dichiarata incompetente per l’intervento, abbiamo scelto di assumerci questa responsabilità. Il sindaco, in casi come questi, rappresenta infatti l’unica autorità che può tecnicamente prendere delle decisioni. D’altra parte, per noi, amministrare vuol dire anche fare scelte, a volte difficili, ma sempre nell’interesse della collettività. I fenicotteri rosa sono il simbolo del lavoro che stiamo svolgendo a Marina di Priolo, rappresentano quell’equilibrio ambientale nel cuore del polo petrolchimico per il quale da anni ci battiamo».     «E poi pensate all’immagine negativa di Priolo nel mondo – conclude il sindaco Rizza – se avessimo consentito che uccelli bellissimi e amati come i fenicotteri rpsa fossero stati lasciati morire d’inedia a causa di un problema burocratico legato all’attribuzione delle competenze».     «L’arrivo dei fenicotteri rosa - ha aggiunto Fabio Cilea, direttore della riserva Saline di Priolo - è stato il coronamento di 15 anni di lavoro per portare l’area ad un buon equilibrio bio marino. Si tratta di uccelli molto delicati ed esigenti, hanno bisogno di acque pulitissime, di molto cibo e di livelli ottimali degli acquitrini in cui vivono. Un habitat, quindi, che rappresenta anche un importante indicatore del benessere ambientale delle aree circostanti. Quando abbiamo lanciato l’allarme, l’Enel si è detta subito disponibile per l’intervento, ma c’era un problema autorizzativo che, adesso, è stato risolto grazie al Comune di Priolo».

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