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Catania e il pericoloso solarium incompiuto a San Giovanni li Cuti

Catania e il pericoloso solarium incompiuto a San Giovanni li Cuti

Sebbene sia ufficialmente chiuso, è accessibile a tutti. Ma si presenta come un rischioso cantiere a cielo aperto pieno di chiodi, tavole e materiale edile di vario genere GUARDA LE FOTO

Catania e il pericoloso solarium incompiuto a San Giovanni li Cuti

CATANIA - I ragazzi sulla piattaforma si contano a decine, tutti in costume, pronti ad abbronzarsi o a fare il bagno. Tuttavia bastano pochi passi ai bordi della struttura per rendersi conto che qualcosa non va: manca la scaletta che consente l’accesso al mare. Qualcuno si stende al sole per la tintarella, altri si riparano all’ombra della tettoia. Alla maggior parte, invece, non resta altro da fare se non tornarsene indietro e trovare un posto libero tra i sassi e la sabbia nera. Ecco una giornata come tante altre nel solarium incompleto di San Giovanni Li Cuti, l’opera che l’amministrazione comunale (attraverso l’assessore Rosario D’Agata) ha intimato alla ditta responsabile dei lavori di ultimare oppure smontare completamente.  

 

L’opera verrà probabilmente smontata tra pochi giorni ma, ancora adesso, si presenta come un cantiere a cielo aperto. «Assi di legno, sbarre d’acciaio e ogni altro tipo di materiale pericoloso lasciato alla portata di chiunque, bambini compresi. È semplicemente da incoscienti permettere tutto ciò in uno dei luoghi più belli della città». A parlare è Lorenzo Quarta, catanese quarantenne che vive a Milano. Accanto a lui altri bagnanti osservano e scuotono la testa. «Che si decida di completarlo o di smontarlo, il solarium va chiuso subito e reso inaccessibile - fa eco Loredana Mirulla, mamma del piccolo Alessandro -. In alcuni punti manca la recinzione, senza considerare che qualcuno potrebbe farsi molto male inciampando sulle assi di legno o per la presenza di chiodi e cavi. E poi, chi ci assicura che l’impianto sia stabile e possa reggere il peso delle persone?».  

 

Il solarium è uno scheletro di legno e travi d’acciaio che potrebbe fare gola ai ladri, sempre alla ricerca di materiale ferroso da rivendere al mercato nero. «In poco tempo questo posto potrebbe trasformarsi in qualcosa di ben peggiore - dice Alfio Puglisi, abitante della zona -. Il rischio è che, senza controlli, tutto venga smontato da bande di delinquenti nel giro di pochi giorni. Basterebbe portare via alcuni sostegni per far crollare l’impianto su se stesso, con le conseguenze che sono facilmente immaginabili».  

 

Nonostante la pericolosità dell’impianto, la speranza - seppur ridotta al lumicino - ancora c’è: molti bagnanti, tra mancanza di scaletta e materiale edile abbandonato ai quattro angoli del sito, non hanno perso la voglia di vedere il solarium ultimato e pronto all’uso. Purtroppo la realtà fa a “cazzotti” con i sogni e le dichiarazioni dell’assessore D’Agata sul suo destino, rappresentano solo l’ultimo passo in una struttura dalla quale non si può arrivare al mare in nessun modo. Per fare il bagno in totale sicurezza è meglio stendere il telone su ciò che resta della spiaggia nera, oppure sull’altro impianto di San Giovanni Li Cuti. Non sarà altrettanto grande, ma almeno non c’è il rischio di farsi male.

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