home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

«Riina è malato, ha diritto a morte dignitosa», la Cassazione apre alla scarcerazione

Possibile differimento della pena per il capo di Cosa Nostra, ormai ottantaseienne e con diverse gravi patologie. Il tribunale di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss

«Riina è malato, ha diritto a morte dignitosa», la Cassazione apre alla scarcerazione

ROMA - Il «diritto a morire dignitosamente» va assicurato ad ogni detenuto. Tanto più che fermo restando lo «spessore criminale» va verificato se Totò Riina possa ancora considerarsi pericoloso vista l’età avanzata e le gravi condizioni di salute. La Cassazione apre così al differimento della pena per il capo di Cosa Nostra, ormai ottantaseienne e con diverse gravi patologie.

 

Sulla base di queste indicazioni, il tribunale di sorveglianza di Bologna dovrà decidere sulla richiesta del difensore del boss, finora sempre respinta. 

 

La prima sezione penale della Cassazione per la prima volta ha accolto il ricorso del difensore di Totò Riina, che chiede il differimento della pena o, in subordine, la detenzione domiciliare. La richiesta (si legge nella sentenza 27.766, relativa all’udienza del 22 marzo scorso) era stata respinta lo scorso anno dal tribunale di sorveglianza di Bologna, che però, secondo la Cassazione, nel motivare il diniego aveva omesso «di considerare il complessivo stato morboso del detenuto e le sue condizioni generali di scadimento fisico».

 

Il tribunale non aveva ritenuto che vi fosse incompatibilità tra l’infermità fisica di Riina e la detenzione in carcere, visto che le sue patologie venivano monitorate e quando necessario si era ricorso al ricovero in ospedale a Parma. Ma la Cassazione sottolinea, a tale proposito, che il giudice deve verificare e motivare «se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un’afflizione di tale intensità» da andare oltre la «legittima esecuzione di una pena».

 

Il collegio ritiene che non emerga dalla decisione del giudice in che modo si è giunti a ritenere compatibile con il senso di umanità della pena «il mantenimento il carcere, in luogo della detenzione domiciliare, di un soggetto ultraottantenne affetto da duplice neoplasia renale, con una situazione neurologica altamente compromessa», che non riesce a stare seduto ed è esposto «in ragione di una grave cardiopatia ad eventi cardiovascolari infausti e non prevedibili».

 

La Cassazione ritiene di dover dissentire con l’ordinanza del tribunale, «dovendosi al contrario affermare l’esistenza di un diritto di morire dignitosamente» che deve essere assicurato al detenuto.  Inoltre, ferma restando «l'altissima pericolosità» e l'indiscusso spessore criminale» il tribunale non ha chiarito come tale pericolosità «possa e debba considerarsi attuale in considerazione della sopravvenuta precarietà delle condizioni di salute e del più generale stato di decadimento fisico».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 3
  • Elios

    05 Giugno 2017 - 16:04

    si era tanto detto che seppure sapevano dove era lo lasciavano operativo! ora, hanno trovato il modo per farlo tornare tale? accusati per reati diversi, magari ideologici, minori o costruiti ad arte li lasciano in galera! ma "giustamente", la mafia, deve potere operare in piena libertà e autonomia collettiva!

    Rispondi

  • giuseppe36

    06 Giugno 2017 - 09:09

    I mass-media hanno dato notizia che i giudici della Cassazione vorrebbero computare la pena al criminale Riina condannato ha diversi ergastoli per avere commesso decine di omicidi,sequestri di persona ed altro. Ma questi magistrati hanno interpellato i familiari delle vittime se intendono o meno perdonare il condannato? Voglio augurarmi un autorevole intervento da parte del Capo dello Stato quale Presidente del CSM. Ma se questo Riina dovesse rientrare nel suo paese natio pur in pessime condizioni di salute non ne da escludere che possa ordinare ai suoi soldati ancora il libertà la commissione di altri afferrati delitti contro uomini e donne della istituzioni( Magistrati-Poliziotti- Carabinieri ecc).

    Rispondi

Mostra più commenti

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa