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Tempo di vacanzee l’incubo dei furti:il trend a Cataniae alcuni consigli utili

Tempo di vacanze e l’incubo dei furti: il trend a Catania e alcuni consigli utili

Tutto ciò che bisogna sapere per non farsi rovinare le ferie dai topi d’appartamento

Tempo di vacanze e l’incubo dei furti: il trend a Catania e alcuni consigli utili

Dalla questura fanno sapere che questa tipologia di reato, stando almeno alle denunce presentate, sta accusando una flessione pari al 19% (il confronto è fra i dati relativi al mese di giugno 2014 e quelli dello stesso periodo del 2015), ma è inevitabile che i fortunati che riusciranno ad andare via di casa per pochi giorni o per alcune settimane, in vacanza oppure in villeggiatura, il pensiero della “casa sola” lo avranno di sicuro. Ed è normale che sia così, visto che in tempi di crisi i furti d’appartamento vanno sempre tantissimo e che basta una disattenzione per vedersi “fregati” da ladri specializzati in questo genere di raid. «E’ vero - conferma il dottor Daniele Di Girolamo, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico - è sempre più difficile trovare qualcuno che si improvvisa “topo d’appartamento”. Ormai c’è gente che di questo genere di furti ha fatto la propria... professione».  

 

Italiani o stranieri? «Italiani e stranieri. A Catania agiscono vere e proprie bande particolarmente attrezzate e noi ne teniamo d’occhio diverse: alcune provengono dal territorio di Librino, altre da Picanello. Diciamo che è facile che quelle di Librino vadano a rubare anche a Picanello, più difficile che da Picanello vadano a rubare a Librino». «In tema di stranieri, invece - prosegue Di Girolamo - ci sono i rom che imperversano. E, principalmente, le donne di questa etnia. Alcune, con prole già numerosa, vanno a rubare in stato interessante per evitare la detenzione in carcere; altre vengono arrestate e, però, ricordano subito di avere figli piccoli, che vanno accuditi: per lo stesso motivo tornano subito a casa».  

 

Se dovessimo fare una percentuale, magari in base agli arresti registrati, sono più i catanesi o le rom che vanno a rubare?

«Diciamo che si distribuiscono equamente il lavoro. Magari le rom lavorano in una certa maniera: forcine per aprire le porte, giraviti e, da un po’ di tempo a questa parte, un apparentemente innocuo pezzo di plastica del contenitore del detersivo per piatti. Con questo riescono a fare scattare le serrature delle porte chiuse senza dare qualche giro di chiavi. Inoltre, se le fermi, non puoi certo contestare loro il possesso di arnesi da scasso. E’ pur sempre un pezzo di plastica». «I catanesi, invece - continua - sono organizzati in maniera diversa. Chiavi cosiddette “bulgare” per venire a capo di ogni serratura (o quasi...), anche loro qualche arnese da scasso, ma pure altre “abilità”: ci sono gli smilzi, capaci di entrare da finestre piccolissime e lasciate aperte per fronteggiare il caldo; ci sono gli acrobati, che arrampicandosi su grondaie e tubi del gas, oppure sulle ringhiere dei balconi, riescono ad arrivare comodamente anche all’infisso lasciato aperto in piani di palazzi in cui nessuno penserebbe di subire visite di questo genere. Ovvio che se poi all’esterno degli stessi palazzi ci sono ponteggi e impalcature, beh, questo genere di visite diventano ancora più probabili. Per questo occorre sempre ricordarsi di tenere ben sbarrate porte e finestre. Talvolta anche quando ci si ritrova in casa».  

 

Una volta subìto il furto, in molti vanno alla ricerca della refurtiva nei mercatini delle pulci.

«Non di rado è accaduto di ritrovare oggetti rubati in occasione di questi appuntamenti. E ciò accade specialmente quando i ladri sono catanesi. I rom, infatti, stando agli elementi in nostro possesso, sono soliti “depositare” sotto terra e in luoghi per noi inaccessibili ciò che rubano e che hanno interesse rimanga nascosto per qualche tempo». «Tornando al discorso dei mercatini - conclude Di Girolamo - Il consiglio che mi sento di dare a chi tenta la fortuna muovendosi in questo modo è, comunque, quello di non tentare di rientrare in possesso del maltolto autonomamente: il cittadino che si muove così rischia non poco. Meglio telefonare al 113 e richiedere il nostro intervento. Penseremo noi a tutto... ».

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