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Catania, spaccio sotto il controllo del clan

Catania, spaccio sotto il controllo del clan sequestrati beni per un milione a Salanitro

Sigilli a case, conti correnti e a un bar di via Plebiscito
Catania, spaccio sotto il controllo del clan sequestrati beni per un milione a Salanitro
La Divisione anticrimine della Questura di Catania ha sequestrato beni immobili, un’impresa individuale e denaro contante, per un valore di oltre un milione di euro a Luciano Salanitro, 48anni, pluripregiudicato, ritenuto vicino al clan dei “Santapaola–Ercolano”. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania su proposta del questore di Catania Marcello Cardona. Le indagini patrimoniali hanno infatti acclarato – secondo gli investigatori della Polizia – una evidente sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni acquisiti nel tempo sia da Salanitro che dai componenti del suo nucleo familiare. Sono stati così sequestrati due appartamenti nel centro di Catania due autovetture e due motocicli e un bar tavola calda di Corso Vittorio Emanuele angolo via Plebiscito nonché di numerosi conti correnti. Luciano Salanitro è stato arrestato l’ultima volta nell’ottobre del 2012 dalla Squadra Mobile di Catania su ordine del Gip del Tribunale etneo perché gravemente indiziato di associazione per delinquere finalizzata alla produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Secondo i magistrati Salanitro, insieme ai suoi familiari, aveva allestito una vera e propria “piazza di spaccio” in un cortile del centro storico. Lo smercio della droga era gestito e organizzato con la precisa ripartizione dei ruoli da svolgere: dall’occultamento della cocaina, alla consegna; dalla ricezione e distribuzione del denaro provento dello spaccio al contatto con l’acquirente. Nell’ambito delle indagini, le riprese video eseguite dalla Polizia Giudiziaria hanno consentito di evidenziare come le singole attività di spaccio fossero espressione di un unico progetto. Al momento dell’arresto, nel corso di una perquisizione domiciliare, eseguita nell’abitazione di Salanitro, all’interno dell’armadio della camera da letto, furono rinvenuti e sequestrati 12.350 euro in contanti.

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