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Burgio, il paese dei sogni dove non si paga

Burgio, il paese dei sogni dove non si paga né la Tasi, né l’Addizionale Irpef, né l’Imu agricola

E l’acqua costa soltanto 100 euro l’anno

Burgio, il paese dei sogni dove non si paga né la Tasi, né l’Addizionale Irpef, né l’Imu agricola

BURGIO. A Burgio, il piccolo centro agricolo dell’Agrigentino, conosciuto come paese della ceramica artistica e delle due fabbriche di campane di bronzo, non si pagano tasse comunali. Lo ha reso noto il sindaco Vito Ferrantelli, che ha fatto affiggere un manifesto pubblico nel quale si legge testualmente: «In quale paese della Sicilia i cittadini non pagano la Tasi? Non pagano l’addizionale Irpef? Non pagano l’Imu sui terreni e i fabbricati agricoli? E dove la tariffa dell’acqua è la più bassa d’Italia e quella dell’Imu sulla seconda casa al minimo previsto per legge. Quel paese è Burgio! ».

 

Da quando è stata istituita l’imposta, i cittadini non pagano la Tasi perché il Comune virtuoso non ha emesso i ruoli. Da circa sette anni, da quando Ferrantelli è stato eletto primo cittadino, nessun burgitano ha mai pagato l’addizionale Irpef. Non viene applicata la tassazione dell’Imu sui terreni agricoli. Per la prima casa non si paga, dato che poche famiglie hanno la doppia abitazione. Le famiglie che hanno la seconda abitazione l’hanno data in comodato d’uso gratuita ai figli. Per la seconda casa l’Imu è stata ridotta al minimo, come da normativa di legge.

 

Un risparmio che per i burgitani complessivamente ammonta a circa 200mila euro all’anno. Incredibilmente, Burgio è quel paese dove si paga per l’acqua potabile, canone e consumo, la tassa più bassa d’Italia. Il Comune, che sette anni fa non ha consegnato, assieme ad altri 16 centri agrigentini, le reti idriche alla società Girgenti Acque, chiede all’utente il pagamento per un intero anno di appena 100 euro. «L’arcano è presto spiegato – sottolinea al telefono il sindaco Ferrantelli –: intanto abbiamo ridotto le spese per lo spazzamento urbano che effettuiamo con gli operatori del servizio civico. Poi abbiamo tagliato tutte le spese superflue, i contributi a pioggia e abbiamo risparmiato sul personale.

 

Le feste e gli spettacoli li facciamo, ma a costo zero per l’ente locale. Interviene qualche sponsor locale oppure i gruppi vengono a cantare e a recitare per una semplice piazza. Risparmiamo dappertutto, con le spese ridotte al lumicino, ma con la garanzia per tutti i servizi sociali: dalla scuola, agli anziani, ai diversamente abili. Ad oggi ci siamo riusciti. Ogni anno abbiamo fatto lavorare periodicamente circa 250 giovani locali con il servizio civico e le borse lavoro. Abbiamo impegnato 300 giovani con corsi di ceramica e di sport».

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