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Scoppia la Guerra di Scala dei Turchi

Scoppia la Guerra di Scala dei Turchi I paletti del “proprietario”, Comune insorge

Per accedere di dovrà pagare. Gruppi di 30 persone al massimo

Per accedere si pagherà. L’allarme di Mareamico / VIDEO

Scoppia la Guerra di Scala dei Turchi I paletti del “proprietario”, Comune insorge

REALMONTE. Quando si dice «mettere i paletti». Il prossimo 17 agosto il privato che ritiene di avere la proprietà catastale di gran parte della Scala dei Turchi posizionerà la protezione lungo i bordi del promontorio in marna bianca, simbolo della costa realmontina. Appunto paletti con base in legno, non conficcati nella pietra, ma sistemati nel rispetto dell’ambiente e delle norme di sicurezza.

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Trattandosi, secondo il diretto interessato, di proprietà privata, coloro i quali vorranno accedervi dovranno pagare una somma ancora da stabilire. Si potrà accedere a gruppi di massimo 30 persone, per evitare che la zona diventi una sorta di kasba. La decisione è stata presa senza porsi problemi rispetto all’atto di diffida che il Comune di Realmonte ha fatto stilare all’avvocato Vincenzo Caponnetto, nominato per fronteggiare legalmente questa accelerazione del privato nell’acquisizione di un bene di interesse mondiale.

 

Il privato, che non ama essere menzionato dagli organi d’informazione e neanche essere chiamato «pensionato», affida le proprie comunicazioni all’avvocato di fiducia, Salvatore Palillo. «Stiamo operando nel rispetto delle regole, delle leggi e degli accordi pregressi. Abbiamo tutte le carte in ordine, le autorizzazioni dagli organi competenti e rispetteremo i confini di pertinenza demaniale. Anzi – sottolinea il legale – lasceremo anche più spazio rispetto a quello che impone la legge». Il Comune, dal canto proprio, attraverso il sindaco Calogero Zicari, non pare intenzionato a sottomettersi alla decisione del privato, tanto da incaricare appunto un legale di diffidare chi intende recintare mezza Scala.

 

«Noi – sottolinea l’avvocato Palillo – andiamo avanti per la nostra strada: non violiamo alcuna legge, le carte parlano chiaro. Il Comune sta intraprendendo una strada, noi un’altra. Nei prossimi giorni stipuleremo un accordo con un’associazione ambientalista locale, con il Fai e con un grande istituto bancario. L’obiettivo è rendere la Scala dei Turchi un bene fruibile da tutti, in sicurezza, valorizzandolo a livello internazionale». E il tema sicurezza è fondamentale per il “proprietario”. Se un turista dovesse infatti malauguratamente farsi male o peggio ancora precipitare dalla scala, perdendo la vita, si innescherebbero problematiche di notevole rilievo dal punto di vista assicurativo.

 

Con il posizionamento dei paletti e dei cartelli che informano su come comportarsi, il visitatore sarà nelle condizioni di valutare al meglio come agire in un sito splendido, ma anche insidioso. Che la Scala dei Turchi, soprattutto la sporgenza del promontorio (proprio a forma di scala), fosse di un privato si “scoprì” lo scorso anno di questi tempi. Il proprietario, alla luce dell’assalto di migliaia di turisti tutti i giorno dell’anno ha deciso di entrare in scena alla grande, sia per motivi di interesse economico, ma anche per cautelarsi dal punto di vista assicurativo.

 

Accanto ai paletti protettivi, infatti, verranno posizionati numerosi cartelli informativi, con i quali i visitatori saranno resi edotti sugli obblighi da osservare calpestando la marna. Ad esempio, si dovranno indossare calzature adeguate, non si potranno tagliare o disintegrare pezzi di roccia e via discorrendo. E proprio a proposito della pessima abitudine di disintegrare la marna per farne prodotto di cosmesi, il Comune è sceso in campo pesantemente: ha infatti affidato all’associazione Aeop realmontina il compito di vigilare che tutto si svolga nel rispetto delle norme e della decenza. Gruppi di 4–5 volontari, coordinati dal presidente dell’associazione Leonardo Schillaci, pattugliano la zona e offrono interventi di primo soccorso anche sanitario. Si occupano di tutela ambientale e segnalazione di eventuali episodi incresciosi.

 

Come, ad esempio, la barbara usanza di bucare la pietra per ficcarvi gli ombrelloni. «Rispetto allo scorso anno – sottolinea Schillaci – la situazione è molto migliorata, forse anche grazie alla nostra presenza, tesa a sensibilizzare i visitatori a comportarsi in maniere civile. Il nostro servizio è del tutto gratuito, ci verranno pagati solo i rimborsi spesa per l’acquisto di acqua e prodotti medici che utilizziamo negli interventi». In effetti, le scene raccapriccianti degli anni scorsi di persone con la pelle cosparsa da improbabile “crema” grigiastra, creata spappolando la pietra, non si vedono. E verosimilmente continueranno a non vedersi dai prossimi giorni, non solo grazie al lavoro certosino dei volontari dell’Aeop.

 

Scala dei Turchi, nel pezzo più noto nel mondo, sta per essere isolata dal resto del sito: vi si potrà accedere solo pagando, trattandosi di una proprietà messa a disposizione del mondo da un privato. Fino all’anno scorso questo era uno scenario impossibile da ipotizzare. Sempre che la “guerra” tra Comune e proprietario a suon di carte bollate non prenda una piega ancor più incandescente di quanto non sia accaduto fino ad oggi. Intanto, anche in questa domenica preferragostana alla Scala è previsto il consueto afflusso di visitatori da tutta Italia, curiosi di ammirare un panorama senza eguali. Restano i problemi di fondo del sito: su tutti quello dei parcheggi che, nonostante la cessione temporanea di alcuni terreni limitrofi da parte di alcuni privati al Comune, costringe i visitatori a cercare un posto per la propria auto per vari minuti, creando anche incolonnamenti lungo l’inadeguata strada provinciale. Ma questa è un’altra storia che nemmeno il privato potrà cambiare. Forse.

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