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Canicattì, 22 enne ucciso a coltellate per aver difeso una donna: preso l'assassino

L'omicida dopo una prima lite si è allontanato ed tornato con un coltello. Numerosi i testimoni che hanno assistito alla rissa e all'accoltellamento

Canicattì, 22 enne ucciso a coltellate per aver difeso una donna: preso l'assassino

A sinistra, la vittima: Marco Vinci. A destra l'omicida: Daniele Lodato

CANICATTI' (AGRIGENTO) - Ucciso con due coltellate all’addome per aver difeso una donna - un’insegnante di 38 anni che era in sua compagnia - importunata, con apprezzamenti anche pesanti. E’ accaduto nella tarda serata di ieri in un pub di Canicattì, città di 36 mila abitanti nell’entroterra dell’Agrigentino. Ha perso la vita così Marco Vinci, 22 anni, bracciante agricolo. I carabinieri, già durante la notte, hanno fermato un trentaquattrenne: Daniele Lodato, pure lui di Canicattì, volto già noto alle forze dell’ordine per essere stato arrestato nel 2011 nell’ambito dell’operazione antidroga denominata «Panis».

Lodato è stato interrogato a lungo, così come sono state sentite parecchie persone presenti sul luogo del delitto.
Dopo uno scontro, prima verbale e poi anche fisico, Lodato si sarebbe allontanato - secondo quanto filtra dal fitto riserbo investigativo - per procurarsi un coltello; tornato nel locale di piazza Dante, avrebbe sferrato due coltellate all’addome di Vinci. Nonostante i soccorsi del 118, il ventiduenne è deceduto durante il trasferimento all’ospedale «Barone Lombardo» di Canicattì, la città che ha dato i natali ad Antonio Saetta e a Rosario Livatino, assassinati dalla mafia quasi trent'anni fa.


In piazza Dante, quando sono arrivati i soccorritori, a poca distanza dal ragazzo gravemente ferito ma ancora vivo, è stato subito notato un coltello con una lama di 26 centimetri, sequestrato dai carabinieri di Canicattì che si stanno occupando delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore Alessandra Russo. All’accoltellamento avrebbero assistito diversi testimoni che sono stati convocati in caserma e hanno verbalizzato la loro versione. Sotto choc l’intera città, mentre il vescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, indirizzando un messaggio al vicario di Canicattì, don Giuseppe Argento, ha espresso tutta la sua vicinanza agli abitanti: «Abbiamo bisogno di affidarci davvero a Dio. Quando lui manca, il brutto prende il sopravvento. La violenza offende Dio e gli uomini».


Stasera, durante la processione del Corpus Domini, a Canicattì si pregherà «affinché Dio ci liberi dal male», ha detto don Giuseppe Argento. Intanto il sindaco Ettore Di Ventura ha proclamato il lutto cittadino per il giorno dei funerali di Vinci. 

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commenti 1
  • massiveattack77

    19 Giugno 2017 - 08:08

    Ergastolo e certezza della pena.

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