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Nuovo naufragio: soccorsi 52 migranti dalla Marina Militare

Nuovo naufragio: soccorsi 52 migranti dalla Marina Militare

L’episodio è avvenuto al largo della Libia. A bordo del gommone circa 100 persone. I sopravvisuti sono stati trasferiti su una motovedetta della Guardia Costiera che sta facendo rotta per Lampedusa

Nuovo naufragio: soccorsi 52 migranti dalla Marina Militare

Con la politica italiana impegnata come sempre a litigare e l'Europa che assiste in silenzio al dramma che si consuma nei suoi confini meridionali, dalla Spagna all'Italia fino alla Grecia, il canale di Sicilia si trasforma ancora una volta in una tomba per decine di uomini donne ebambini che scappano da guerre e disperazione: l'ennesimo naufragio di migranti - ormai se ne conta quasi uno a settimana - è avvenuto ad una quarantina di miglia dalla Libia, non molto lontano dal punto dove il 5 agosto scorso è affondato un barcone con a bordo oltre 600 persone, almeno duecento delle quali sono
finite in fondo al mare.

Stavolta i dispersi - dunque morti - potrebbero essere almeno 50, secondo il racconto fatto dagli stessi sopravvissuti agli uomini della Marina Militare che li hanno soccorsi e salvati. Il gommone su cui viaggiavano, hanno detto, era partito nella notte dalla Libia ma ad un certo punto della navigazione ha iniziato a sgonfiarsi. Un problema non nuovo visto che ormai da mesi i trafficanti di uomini che operano sulle coste libiche utilizzano gommoni monocamera, con un fondo formato da un paio di assi di legno e nient'altro. Bare galleggianti che vengono riempite di 100-120 migranti per viaggio, con un motore 40 cavalli e due taniche di benzina: basta una scintilla di sigaretta, un oggetto appuntito che struscia, anche involontariamente, sul galleggiante, è il disastro è fatto. Il gommone va a fondo in
pochi minuti. Così, probabilmente, è accaduto oggi e solo la prontezza degli uomini della Marina Militare ha consentito di evitare che di questi disperati non si sapesse nulla, come accaduto già altre decine di volte.

L'elicottero di nave Mimbelli, in perlustrazione nella zona, ha infatti avvistato il gommone in difficoltà e ha subito lanciato le zattere di salvataggio. Dal gommone non era partita nessuna chiamata di soccorso, forse perché nessuno a bordo aveva un telefono satellitare. Gli uomini sull'elicottero, inoltre, hanno immediatamente lanciato l'allarme e in pochi minuti è arrivata a tutta velocità in zona nave Fenice, che aveva appena terminato un soccorso di altri 120 migranti. I marinai sono riusciti a recuperare 52 persone che, una volta a bordo, hanno raccontato la loro storia. «Eravamo un centinaio sul gommone,
molti sono dispersi». 

Le ricerche nella zona al momento non hanno dato però alcun esito: né altri vivi né i corpi dei presunti dispersi sono stati individuati e recuperati. Sia i 120 migranti soccorsi in mattinata sia i 52 superstiti sono stati successivamente trasferiti su due motovedette della Guardia Costiera partite da Lampedusa, dove rientreranno a tarda notte. Al momento, non viene segnalata la presenza di altri barconi: le condizioni del mare, agitato con venti forza 5, sono in peggioramento e non dovrebbero migliorare prima di venerdì. È dunque probabile che, per 24-48 ore, i viaggi della morte subiranno un rallentamento.

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