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Canicattì, i commenti su Facebook: «Addio povero Marco, sei stato un eroe»

Sui social le lacrime e l'esame di coscienza dopo il delitto

«Addio povero Marco, sei stato un eroe»

Canicattì. Marco Vinci era un ragazzo tranquillo che lavorava in campagna, nell’azienda agricola del padre tutta la settimana per poi dedicarsi a qualche ora di svago nel weekend. Un ragazzo senza grilli per la testa, amante degli animali e in particolare dei cani. Non aveva mai avuto discussioni con nessuno, descritto da tutti come un giovane educato e rispettoso. Centinaia i messaggi di cordoglio sui social: “Fratello mio tremo mentre che scrivo perché non ci sto credendo… fin da piccoli ci conoscevamo… scuola… serate… divertimenti…. perché proprio tu?????? Non ho parole, non so cosa dire….. addio mio angelo ti ricorderò sempre!!!”.

“Marco , in vita sei stato un grande, sono sicuro che da lassù veglierai su tutti noi insegnandoci a perdonare chi ci fa del male, riposa in pace caro amico mio”. “ Non posso credere che non rivedrò più il tuo sorriso – scrive Monica – tutti noi speravamo che questo momento non arrivasse mai, un destino crudele che ti ha tolto all’affetto dei tuoi cari ed ha annullato di colpo tutti i tuoi progetti, non ti dimenticheremo mai, addio Marco”.

Ma gli interventi sui social sono andati oltre aprendo tra i canicattinesi una discussione. Cerchiamo di educare i nostri figli con il rispetto con gli altri non con la violenza, scrive Calogero Giardina. Quello che è successo fa rabbrividire! Non ci posso credere che una vita venga spezzata così, aggiunge Carmela Ciccotta. Dovrebbero esistere leggi più severe e soprattutto "veloci" .

Non lasciare a piede libero pazzi criminali. Scrive Dana Azzurra. Da mamma – commenta Elena Arcadipane - rimango senza parole, é un gesto da folle.... Condoglianze alla famiglia, é un grande dolore. Caro Marco, siamo tutti mortificati – commenta - Cesare - per non essere stati in grado di difenderti, di non farti incontrare chi ti ha tolto la vita. Se la nostra collettività non reagisce è una collettività destinata ad avere altri martiri come Marco. I giudici che hanno permesso che un tizio così violento stesse ancora in giro sono colpevoli tanto quanto l’assassino. Marco non è stato assassinato solo da questo tizio, ma da una società in cui le leggi sono solo acqua minerale. E’ una vergogna, una vergogna che uno splendido ragazzo di 22 anni abbia pagato con la vita. Marco non ho avuto il piacere di conoscerti, ma sei il mio eroe. Marco è l’eroe di questa città che deve assolutamente reagire. Provate a ucciderci tutti”.

E sui social il sindaco di Canicattì, Ettore Di Ventura, ha scritto questo messaggio: “Esprimo la mia personale vicinanza alla famiglia Vinci. Marco ha mostrato umanità e coraggio in una situazione che ha interpellato la sua coscienza di giovane perbene. In lui nel suo gesto di uomo, di cittadino, ci riconosciamo tutti, sentiamo di dirgli grazie per ciò che il suo animo nobile gli ha suggerito di compiere: ergersi a difensore. Al mio pensiero - aggiunge il sindaco - si aggiunge quello dei canicattinesi che soffrono e sono indignati per questo efferato ed immotivato delitto. Ora più che mai le istituzioni, le persone di buona volontà hanno il dovere di impegnarsi con più determinazione affinchè possa crescere una società educata ai valori ed alla cultura della vita. Al rispetto delle regole e della convivenza civile prevalendo sulla cultura della violenza e del degrado. Chiediamo al Prefetto di convocare con urgenza il comitato per l’ordine e la sicurezza per analizzare la situazione ed arginare fenomeni delinquenziali perché sia garantita la tutela dell’ordine pubblico nella mia città. Questa morte appartiene a tutti noi. Proclamo per il giorno dei funerali il lutto cittadino come segno di vicinanza alla famiglia, come monito per l’intera città , perché rimanda unita e trovi motivo di speranza nel gesto eroico ed altruista di Marco”.

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