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«Se la Regione riporta a Taormina un Antonello da Messina, rinunceremo al contenzioso»

La proposta di Roberto Celli, ceo e founder di Beni Culturali: «Quello che conta non sono i soldi, ma riaver il quadro alla mostra»

«Se la Regione riporta a Taormina un Antonello da Messina, rinunceremo al contenzioso»

Roberto Celli

ROMA - «Sono qui oggi per fare una proposta importante, forte: quella di mettere la cultura al centro del sistema. Sono pronto a rinunciare al contenzioso se la Regione Sicilia deciderà di riportare un dipinto di Antonello Da Messina, quello che riterrà più opportuno. Affinché si possa avere a Taormina di nuovo per oltre un mese una mostra sublime come da 15 anni in Sicilia non se n’erano viste».

E’ l’annuncio che questa mattina l’ingegner Roberto Celli ceo e founder di Beni Culturali ha fatto durante la conferenza stampa presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. Il realizzatore della mostra Unescosites tende una mano all’Amministrazione in difesa del turismo di qualità “E’ per permettere a chiunque di poter fruire dell’arte che rinunciamo al risarcimento del danno economico e d’immagine subìto. La Regione, però, faccia la sua parte e ci riporti anche solo un quadro di Antonello da Messina, da mettere in mostra, insieme al Caravaggio che abbiamo in esposizione, per tutto il mese di luglio”.

La Beni culturali è la società danneggiata dal pasticcio delle mostre scatenatosi a Taormina all’indomani della fine del G7. L’esposizione è finita su tutte le tv del mondo, con le immagini delle first ladies intente ad ammirare i capolavori di Antonello da Messina e l’Ecce Homo di Caravaggio. Spenti i riflettori del summit, si sono accesi su Taormina quelli dei media nazionali, che hanno registrato la macelleria culturale scatenata dal Comune di Taormina. Il pasticcio è nato da un inghippo burocratico: il sindaco aveva concesso Palazzo Corvaja sia a Ben Culturali, con un accordo del settembre scorso, sia alla società Bicubo,
che aveva firmato due mesi dopo. Il secondo accordo, però, era stato tenuto nel segreto di un cassetto ed è venuto a galla solo dopo la fine del G7, quando i funzionari si sono presentati da Beni Culturali chiedendo di lasciare anticipatamente lo spazio, che sarebbe dovuto essere a disposizione di Unescosites fino al 30 giugno. La contesa è diventata così fumosa che la Regione Sicilia, non avendo chiarezza, ha deciso di ritirare anticipatamente i tre dipinti di Antonello da Messina. “Questo ci ha creato un grave danno all’immagine, perché la gente non capiva cosa fosse successo, e anche un danno economico, perché
abbiamo anticipato lavori per 500mila euro e perso migliaia di euro da biglietti non venduti, visto che i visitatori non sapevano che fossimo aperti e che da noi c’è ancora il Caravaggio”, ha sottolineato l’ingegner Celli.

Beni Culturali si è così rivolto al Tar e i giudici amministrativi hanno dato ragione alla mostra Unescosites. Conclude Celli: "Quello che conta non sono i soldi, ma riavere Antonello Da Messina per tutto luglio”.

Ora la parola spetta alla Regione Sicilia, che dovrà decidere se stringere la mano a Unescosites e accettare la proposta a tutela della cultura e dei tanti turisti che affollano le vie di Taormina o andare allo scontro.

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