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Mafia e usura, confiscati 15 milioni

Mafia e usura, confiscati 15 milioni agli imprenditori catanesi Bosco e Cuntrò

Sigilli a supermercati, rosticcerie e scuderia con 22 cavalli
Mafia e usura, confiscati 15 milioni agli imprenditori catanesi Bosco e Cuntrò
Beni per 15 milioni di euro sono stati confiscati dalla guardia di finanza di Catania agli imprenditori Bosco e Cuntrò, attualmente imputati per associazione a delinquere, usura ed estorsione e ritenuti contigui ai clan Laudani e Santapaola. Sigilli sono stati posti a due punti vendita della nota catena di supermercati e a due rosticcerie dei fratelli Bosco, a due scuderie con 22 cavalli da corsa, a due ville a Tremestieri Etneo e a Mascali e numerosi appartamenti a Catania. Indagini delle Fiamme gialle, delegate dalla Dda della Procura di Catania, avrebbero accertato che “a fronte degli esigui redditi dichiarati al fisco negli ultimi 10 anni, i componenti delle famiglie Bosco e Cuntrò sono riusciti ad accumulare 31 immobili, 11 tra autovetture, moto e scooter, nonché 6 società per un valore complessivo pari a 15 milioni di euro”. La sezione Misure di Prevenzione del Tribunale ha disposto la confisca dei beni già gestiti da un amministratore giudiziario per garantire l’operatività delle società. I destinatari del provvedimento sono: Giuseppe Bosco, 37 anni, Antonino Bosco, 57, Giuseppe Bosco, 93, Mario Bosco, 60, Salvatore Bosco, 55, Sebastiano Bosco, 36 e Antonino Cuntrò, 57 anni. Nei loro confronti il Tribunale ha anche disposto la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale per una durata variabile da uno a tre anni.

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