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«Anche minorenni chiedono il Viagra

«Anche minorenni chiedono il Viagra temono defaillance dopo lo sballo»

A Catania boom di pillole blu anche tra i ragazzini
«Anche minorenni chiedono il Viagra temono defaillance dopo lo sballo»
Droga. Paura. Ecstasy. Morti misteriose e discoteche sotto accusa. Cyberbullismo. Il mondo degli adulti ha ormai imparato a conoscere un certo lato oscuro della vita dei giovani – che non ci si augura mai possano essere i propri figli – ma c’è ancora una zona grigia non penetrata (a fondo) dal racconto delle cronache, che nasconde ansie e disagi. E che per molti versi è diventata la nuova droga dei giovani: il sesso. Sesso non protetto, fisicamente e psicologicamente. Il corpo di ragazzine di 12, 13, 14 anni inconsapevolmente gettato in pasto al flusso di immagini della rete, magari con un selfie nel bagno di casa. Sexting e prestazioni dopate di quattordicenni che ingoiano il Viagra acquistato ovviamente on line per essere sessualmente prestanti, chiedendo consiglio al web. Anche a scuola, il sesso è diventato argomento che tiene banco, carta d’accesso per restare nel gruppo. “O sai quello di cui parli o ti escludono, ti trattano come una bambina, ti lasciano fuori dal gruppo come fossi una sfigata” raccontano alcune giovani donne ai medici. «Gli ambulatori specialistici dell’andrologo e del ginecologo, sono pieni di ragazzi in cerca di risposte, perché dopo le prime esperienze sessuali sono caduti i cardini (quantità di rapporti e durata) sui quali avevano incentrato la loro autoeducazione sessuale». A confermare la nuova tendenza del sesso come puro atto fisico, oggi più di ieri, è il dott. Marco Certo, responsabile del servizio di Andrologia urologica dell’Arnas Garibaldi di Catania, che racconta e raccoglie le ansie di giovani ragazzi in preda al panico da prestazione, oltre che curare farmacologicamente e in ultima istanza anche meccanicamente le patologie proprie degli adulti. Giovani che dopo una notte passata a bere, pericolosamente sul bilico dello sballo, pensano di poter risolvere eventuali defaillance sessuali con la “pillola blu”. «La disinformazione in materia sessuale è in aumento tra i nostri giovani e si accompagna al rischio di un aumento esponenziale di malattie sessualmente trasmesse o gravidanze indesiderate – avverte il dott. Certo –. I giovani apprendono tutto da soli o da internet, o almeno credono di sapere. Per loro vige la legge del “tutto subito”: in una sera in discoteca tutto può e deve succedere, oppure sei out. Questo vale sia per i ragazzi che per le ragazze e l’ atto sessuale viene vissuto, molto spesso, solo come un atto fisico, “ginnastica coitale”, senza affettività e, peggio ancora, senza responsabilità». Alcune volte, infine, ci si rivolge al medico. «Le domande che sempre più spesso ci vengono rivolte – conferma il dott. Certo – riguardano la paura di avere un pene piccolo, il deficit erettivo, l’eiaculazione precoce. Queste ansie nascono, molto spesso, dal confronto con l’amico più grande, dai siti web che parlano di sessualità o dalle critiche, crudeli, mosse loro dalla giovane partner del momento. In questa totale assenza di educazione emozionale e sessuale, per risolvere il problema si acquistano on line le famose pillole dell’amore. Un approccio deleterio a un eventuale problema. C’è infatti l’errata convinzione che questi farmaci pro–erettogeni, diano una durata e un turgore penieno uguale a quello che esibiscono i “porno attori” nei siti a luci rosse, purtroppo sempre più frequentati e che quindi assumendo questi prodotti si sia immuni da quei disagi sessuali di cui abbiamo parlato prima». L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute sessuale come l’integrazione degli aspetti somatici, affettivi, intellettuali e sociali dell’essere sessuato, compiuta in maniera tale da essere arricchente e da esaltare la personalità umana, la comunicazione e l’amore. In quest’ottica la maturità relazionale consiste nel saper vivere pienamente la propria età, con capacità di cambiamento ed equilibrio continuo. La vita di coppia che si instaura, quindi, è una realtà dinamica che giorno dopo giorno acquista esperienza relazionale e cooperazione, dove il partner è come un “socio” con cui condividere le esperienze comuni. Oggi, purtroppo, per tanti adolescenti non è proprio così. «Sarebbe utile oggi avere giovani non in balìa del web e delle chat – afferma ancora il dott. Certo – la comunicazione virtuale facilita i contatti a distanza, ma distorce spesso il contenuto della stessa realtà, azzerando l’aspetto emotivo del rapporto con l’altro, basato sull’empatia. La vita on line sembra volersi sostituire al reale rapporto di coppia, per la paura crescente che i giovani hanno del reale coinvolgimento psicofisico. Le nuove tecnologie hanno cambiato il modo di esprimere sentimenti antichi. Secondo una recente ricerca americana – spiega ancora l’andrologo catanese – per i giovani oggi la prova d’amore è scambiarsi la password della propria email o del proprio profilo sui social network, in quanto viene vista come chiave d’ingresso al proprio mondo privato. Un mondo in cui non esiste più il concetto di intimità, ma quello di extimia, ovvero condividere tramite le nuove tecnologie ciò che prima apparteneva solo alla coppia». Sexintg, immagini esplicite, leggerezza di approcci sul web, contro una incapacità di dialogare faccia a faccia... «Partendo da queste prospettive ci si deve augurare che questo sia solo un atteggiamento transitorio dei giovani nei confronti dei rapporti interpersonali con il prossimo e che presto capiscano che il cerchio “intimo–esterno–intimo” debba ricrearsi e che non può essere sostituito o surrogato da nessuna nuova tecnologia. Per questo gli adolescenti vanno educati affinché capiscano che web e sexy toys virtuali sono boomerang che accrescono, nel tempo, quelle ansie legate alla mancanza di confronto e complicità che solo un sano rapporto interpersonale può dare».

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