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I medici di famiglia: «costretti dall’Asp a violare privacy pazienti»

I medici di famiglia: «costretti dall’Asp a violare privacy pazienti»

L’Asp avrebbe richiesto ai medici di inviare dati sensibili dei loro assisti relativametnte alla “questione osteoporosi” Il Codacons diffida l’Asp e annuncia azioni legali civili e penali in caso di violazione.

I medici di famiglia: «costretti dall’Asp a violare privacy pazienti»

Il Codacons, informato dai medici di famiglia della provincia di Catania sulla richiesta inviata dall’ASP di ottenere dati sensibili dei loro assistiti relativamente alla vicenda, ormai tragicomica, della osteoporosi (la polemica sarebbe relativa all’inappropriatezza prescrittiva di farmaci per l’Osteoporosi, che vede indagati, per danno erariale dalla Corte dei Conti, 937 medici della provincia) è fortemente preoccupato per il rispetto della privacy dei cittadini relativamente alla propria salute. I dati personali in grado di rivelare lo stato di salute delle persone non possono essere diffusi.

Ad essi il Codice sulla protezione dei dati personali attribuisce una tutela rafforzata e stabilisce le regole per il loro trattamento (ad es.: la raccolta, la registrazione, l’organizzazione, la conservazione ecc.) in ambito sanitario. L’art. 13 del Codice della Privacy stabilisce che, prima di procedere alla raccolta dei dati, deve essere fornita all’interessato l’informativa relativa all’utilizzo futuro dei dati che vengono richiesti per finalità sanitarie. I dati sensibili possono essere comunicati a soggetti determinati solo ove sia espressamente previsto da una legge che autorizzi tale operazione. 

L’ASP di Catania, in palese violazione di legge ha creduto bene di invitare i medici a compilare una sorta di questionario in cui dovrebbero essere indicati nome e cognome degli assistiti che hanno ricevuto tali farmaci ed il motivo per cui sono stati loro prescritti. Ciò in aperta violazione alla tutela ed al rispetto dei dati sensibili di ogni cittadino. Il Codacons esterrefatto da tale iniziativa diffida l’ASP a chiedere queste notizie e i medici di famiglia dal consegnare tali informazioni a non meglio definite commissioni preannunciando azioni legali verso tutti coloro che non rispetteranno la privacy dei propri assistiti. L’ente ribadisce che nessuna comunicazione inerente lo stato di salute di un assistito può essere divulgata senza il preventivo consenso scritto dello stesso e che sarebbe comunque auspicabile che gli assistiti vengano convocati alla presenza del proprio medico.

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