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«Tra (mal) tempo e crisi un’estate col segno meno difficile ormai recuperare»

«Tra (mal) tempo e crisi un’estate col segno meno difficile ormai recuperare»

Spiagge vuote per la pioggia dopo il pienone registrato per Ferragosto

«Tra (mal) tempo e crisi un’estate col segno meno difficile ormai recuperare»

Il meteo e la crisi economica sono stati, fino a oggi, i peggiori nemici della stagione balneare che, passato il Ferragosto, ha superato il giro di boa e si appresta a vivere le ultime settimane prima della chiusura prevista domenica 13 settembre. Lo dice Giuseppe Ragusa, presidente provinciale del Sib, il sindacato italiano balneari al quale aderiscono 35 stabilimenti dislocati sul litorale che va da Vaccarizzo a Calatabiano, di cui 24 alla Plaia e 6 alla Scogliera.  

«Il (mal) tempo ha influito davvero tanto su questa stagione e ormai è troppo tardi per recuperare - dice Ragusa -. Oggi (ieri per chi legge, ndr.), per esempio, vento e pioggia hanno tenuto lontani i clienti che entrano nei lidi acquistando il “giornaliero”, mentre nel pomeriggio, quando il cielo s’è aperto ed è spuntato il sole, gli abbonati, ancora in vacanza, sono venuti. Ma in alcuni comuni della provincia, quelli più interni e pedemontani, il maltempo è proseguito fino a sera, per cui i numerosi affezionati alle nostre strutture, che spesso e volentieri ci scelgono per la loro giornata al mare, sono rimasti a casa. Insomma, a conti fatti, in questa domenica postferragostana abbiamo avuto un netto calo di presenze.  

Così come è successo alla vigilia, il 14 sera, con un crollo del 25% nonostante le feste da ballo organizzate sulle spiagge in riva al mare. E forse proprio per questo il Ferragosto, che solitamente è una giornata in cui i lidi sono semivuoti dopo i bagordi notturni, ha fatto registrare un incremento di presenze rispetto all’estate scorsa del 20%». Ferragosto a parte, il mese in corso è stato funestato da qualche temporale estivo che ha determinato un calo di presenze negli stabilimenti balneari. «Luglio è stato un buon mese - riprende il presidente provinciale del Sib Ragusa - con risultati che hanno superato di poco quelli dell’estate precedente, fatta eccezione per quelle giornate di gran caldo e afa che hanno tenuto lontani dalle spiagge tanti nostri clienti.  

Non è solo il maltempo a danneggiare il nostro lavoro, infatti, ma anche le temperature troppo alte. La gente, infatti, nelle giornate da bollino rosso preferisce chiudersi a casa con il climatizzatore acceso piuttosto che venire al mare. E non parliamo di giugno, mese in cui abbiamo registrato un calo del 25-30% ancora una volta per colpa del maltempo. L’estate quest’anno è arrivata in netto ritardo e chi, come noi, concentra la stagione in soli tre mesi, queste follie meteorologiche le paga a caro prezzo. Se valesse la regola del “mal comune mezzo gaudio”, potrebbe consolarci sapere che la stagione balneare nei lidi non è andata meglio nel resto dell’Isola, anche nelle zone più rinomate o in quelle che hanno ottenuto le bandiere blu per la pulizia del mare. Forse, ma io non ne sarei così sicuro, è andata meglio negli alberghi».  

Ma non c’è solo il meteo ad aver rovinato, in parte, la stagione degli stabilimenti balneari. C’è anche, purtroppo, la crisi economica. «La gente non ha più la capacità di spendere che aveva fino a qualche anno fa - dice Ragusa - per cui tra chi era solito abbonarsi oggi c’è chi si limita a comprare i biglietti giornalieri e, tra questi, c’è chi non viene tutti i giorni perché non può sopportare la spesa. Prendiamo per esempio una famiglia formata da quattro persone. Ammesso che il cibo lo portino da casa, tra parcheggio, ingresso, lettini, ombrelloni, spenderanno tra 25 e 30 euro. Ecco che allora il padre di famiglia monoreddito oggi viene, domani e dopodomani è costretto a rinunciare.  

E dire che sul fronte prezzi da anni ormai adottiamo una politica di grande apertura. Basta andare sui nostri siti o su Facebook per trovare tutte le offerte dell’estate, i pacchetti famiglia, le carte fedeltà». La settimana che inizia oggi «sarà l’ultima in cui ci aspettiamo, tempo permettendo, il pienone nei nostri lidi - conclude Ragusa - poi, come ogni anno, il calo sarà fisiologico perché la gente torna al lavoro e chi ha figli si prepara per l’inizio dell’anno scolastico».

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